Amnistia, carceri e riforma dell’ordinamento penitenziario: le ultime news al 21 marzo 2018

Amnistia e indulto, carceri e detenuti, le ultime news al 28 novembre 2018

Amnistia e carceri, le ultime news al.21 marzo 2018: ecco cosa prevede la riforma per la sanità mentale. La riforma dell’ordinamento penitenziario prevede che i detenuti che devono scontare pene inferiori a 6 anni e siano affetti da gravi patologie psichiatriche possono chiedere al magistrato di sorveglianza l’affidamento terapeutico presso i Dipartimenti di Salute Mentale dell’Asl. Per i detenuti, invece, per i quali non è possibile la misura esterna, sono previste all’interno degli istituti di penitenza delle sezioni speciali. Questo costituirebbe un importantissimo passo in avanti per il miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti all’interno delle carceri. I dati, infatti, sono allarmanti: si stima che il 50% dei detenuti soffre di patologie mentali più o meno gravi. Il problema, fa notare il coordinatore dell’Osservatorio Antigone Michele Miravalle, è l’ingente investimento economico che questo progetto comporta.

Le ultime news dal mondo delle carceri ad oggi, 21 marzo 2018: 

Un nuovo episodio di violenza a danni degli agenti di polizia penitenziaria si è verificato nelle carceri italiane. Nell’istituto detentiva di Santa Maria Capua Vetere due agenti sono stati aggrediti da un detenuto di nazionalità algerina durante un controllo antidroga da diversi effettuare all’interno della cella. Il detenuto si è rifiutato di far entrare nella cella i cani dell’unità cinofila e, utilizzando la gamba del tavolo appena rotta, ha iniziato a colpire gli agenti. Il segretario nazionale per la Campania del Sappe Emilio Fattorello ha spiegato che “L’agente del nucleo cinofilo ha riportato una frattura ad una mano con 30 giorni di prognosi mentre l’ispettore è stato refertato con tre giorni di prognosi. Sono necessari interventi, la situazione, a Santa Maria come in altre carceri, peggiora ogni giorno. Le criticità dell’istituto sammaritano  sono tante e vanno dalle disfunzioni strutturali, come la carenza idrica, la carenza di un adeguata cinta e videosorveglianza, agli effetti deleteri per la presenza di un impianto per lo smaltimento di rifiuti nelle adiacenze. Per non parlare del costante sovraffollamento dei detenuti e della carenza degli organici”.

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