Legge di Bilancio 2020 e futuro del Governo: le dichiarazioni di Conte

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Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha chiesto ai suoi Vice Di Maio e Salvini “un’assunzione di responsabilità”. “Le forze politiche che detengono la maggioranza in entrambe le Camere devono essere pienamente consapevoli di questo loro compito e delle rispettive responsabilità. Certamente qui voglio esser chiaro con tutti i cittadini: non mi presterò in nessun modo a vivacchiare, a galleggiare al solo fine di protrarre la mia permanenza qui a Palazzo Chigi.

Se non ci fosse una chiara assunzione di responsabilità come da me richiesto, e attenzione, se i comportamenti non fossero coerenti e conseguenti, molto semplicemente con la trasparenza e con la lealtà della mia azione e nel rispetto delle procedure costituzionali, rimetterò il mio mandato nelle mani del Presidente della Repubblica al quale colgo l’occasione per rinnovare la mia profonda stima e il mio sentimento di gratitudine per il sostegno e per i consigli che mi ha sempre voluto onorare fin dall’inizio del mio mandato. E’ dunque compito delle forze politiche decidere. Chiedo una risposta chiara, inequivocabile e anche rapida perché il Paese non può attendere”, ha dichiarato in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Il futuro del Governo Conte

Conte a proposito del suo Governo ha precisato: “l nostro governo, il mio governo, è nato dall’incontro di due forze politiche entrambe consapevoli che il Paese avesse bisogno di un cambio di passo, entrambe convinte che occorresse con determinazione invertire gli indirizzi politici perseguiti dalle forze che avevano governato sino al giorno prima e che non erano stati capaci di interpretare e intercettare le istanze, i bisogni e anche le paure dei cittadini che, con urgenza, chiedevano un cambiamento autentico, una rivoluzione, nel metodo e nei contenuti, dell’azione politica”.

“Questa esperienza di Governo ha però dovuto convivere, soprattutto negli ultimi mesi, con varie consultazioni elettorali, locali e da ultimo europee. E’ stato un ciclo serrato di tornate elettorali che ci ha costretto di convivere con una campagna elettorale pressoché permanente. Ne ha risentito inevitabilmente il clima di coesione che ha sin qui caratterizzato le forze di governo. Io stesso avevo sottovalutato questo aspetto. In particolare la consultazione europea si è rivelata molto aspra e intensa al punto che ha finito per accreditare l’immagine di uno stallo nell’azione di Governo. Questa è una falsità, una immagine che non corrisponde alla realtà. Il Governo ha sempre continuato a lavorare perché conclusa la ‘Fase 1’ è iniziata la ‘Fase 2’, fortemente orientata agli investimenti, alla crescita, alla semplificazione normativa e burocratica. La ‘Fase 2’ inaugura una stagione particolarmente intensa sul piano riformatore”, ha aggiunto.

“A voi tutti ho promesso che questo sarebbe stato il Governo del Cambiamento e vi assicuro che sarà il Governo del Cambiamento sino all’ultimo giorno. Non posso essere certo della sua durata: non dipende solo da me. Ma posso garantirvi che sino all’ultimo giorno, sino all’ultima ora, questo sarà il Governo del Cambiamento: per la chiarezza di intenti; per la trasparenza delle decisioni; per la determinazione con cui perseguiremo il bene comune e i vostri interessi. La premessa necessaria per agire in questa direzione è racchiusa in una formula chiave: leale collaborazione”, ha chiarito Conte.

Conte e la legge di Bilancio 2020

A proposito della Legge di Bilancio 20020 il Premier ha dichiarato:”Più in generale dobbiamo lavorare a una manovra economica che, diciamolo francamente, si preannuncia complessa e basata su una incisiva spending review, su una efficace rimodulazione del sistema di tax expenditures, avendo cura di non aumentare l’IVA. Saremo chiamati a fare scelte delicate che richiedono forte condivisione. Dovremo riuscire a perseguire una politica di segno espansivo, come fin qui abbiamo fatto tenendo però in ordine i conti. Perché l’equilibrio di finanza pubblica ci è imposto non tanto e solo dalle regole europee, che rimangono in vigore fin quando non riusciremo a cambiarle, ma dal fatto che siamo costretti a finanziare il nostro debito sovrano sul mercato, per cui rimaniamo esposti alla fiducia degli investitori. E chi conosce i mercati sa che occorrono parole univoche e chiare da parte di tutti i componenti del governo e, aggiungo, anche da parte degli esponenti parlamentari delle forze di maggioranza”.

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