Riforma pensioni, oggi 29 marzo 2018. Cesare Damiano:"Basta fare cassa sui pensionati"

Riforma pensioni, flat tax: l’analisi di Cesare Damiano

Per Cesare Damiano, dirigente del Pd il governo ha ben poco da festeggiare in quanto la sua tenuta potrebbe essere a rischio. L’esponente dem si chiede se gli italiani dovranno recarsi a nuove elezioni già a settembre o Lega e M5S riusciranno ad arrivare assieme alla prossima legge di Bilancio. “Dopo la prima legge di Bilancio allegra e di spesa, la seconda si preannuncia di lacrime e sangue”, ha dichiarato Damiano.

Basta fare due conti: tra flat tax (versione morbida), Iva e deficit, abbiamo una ‘bolletta’ che già si avvicina ai 50 miliardi di euro. Quello che emerge, rispetto alle promesse della campagna elettorale e ai contenuti del contratto di governo è la capacità dei gialloverdi di rimaneggiare le misure sociali mantenendone l’etichetta, ma cambiandone la sostanza”, ha osservato Damiano, secondo il quale:”Per il governo quello che conta è la comunicazione, anche se è ingannevole: il contenuto passa decisamente in secondo piano”.

La flat tax

“Doveva essere una aliquota unica, com’è una ‘tassa piatta’ nei Paesi in cui è stata realizzata, ma poi ci si è accorti che costava 70 miliardi di euro. La nuova formula è, sostanzialmente, una revisione dell’Irpef: sopra i 50.000 euro di reddito ‘familiare’, le vecchie aliquote restano quelle di prima”, ha precisato Damiano. “Ovviamente, sono contento, dato che ritengo la flat tax un errore perché contraria al principio di progressività contenuto nella Costituzione, ma è evidente che le promesse elettorali di chi ci governa sono state rimangiate”, ha osservato l’esponente dem.

Riforma delle pensioni e Quota 100

La riforma delle pensioni giallo-verde è ben lontana dall’essere il superamento della Legge Fornero per Damiano:”Partiamo da quota 100: doveva superare la legge Fornero, ma dura solo tre anni, al termine dei quali la ‘Fornero’ torna in piena salute. Doveva essere una quota, ma è una ‘finestra’ riservata a chi ha il privilegio di poter totalizzare almeno 38 anni di contributi entro il 2021: una platea ben individuata”.