Papa Francesco, l'Angelus di oggi: "le ricchezze possono incatenare il cuore e distoglierlo dal vero tesoro che è nei cieli"

Papa Francesco, l’Angelus di oggi: “Le ricchezze possono incatenare il cuore e distoglierlo dal vero tesoro che è nei cieli”

Oggi, domenica 4 agosto 2019, Papa Francesco ha celebrato l’Angelus in Piazza San Pietro. Come di consueto i fedeli hanno potuto ascoltare le parole del Pontefice in diretta su Rai 1 all’interno del programma religioso A sua immagine. Durante l’omelia odierna, il Santo Padre ha ricordato ai fedeli la parabola di Gesù del ricco stolto: un uomo era felice per  l’annata eccezionale che ha avuto, che gli ha procurato ingenti beni. Però “Chi accumula tesori per sé non si arricchisce presso Dio”.

Impariamo a considerare le cose che hanno davvero valore. L’Angelus di oggi, domenica 4 agosto 2019.

Papa Francesco ha commentato la parabola, ed ha spiegato il suo significato: “È un ammonimento che rivela l’orizzonte verso cui tutti noi siamo chiamati a guardare. I beni materiali sono necessari – sono beni! -, ma sono un mezzo per vivere onestamente e nella condivisone con i più bisognosi. Gesù oggi ci invita a considerare che le ricchezze possono incatenare il cuore e distoglierlo dal vero tesoro che è nei cieli. Ce lo ricorda anche San Paolo nell’odierna seconda lettura. Dice così: «Cercate le cose di lassù. … rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra»”.

Papa Francesco ci invita a cercare le cose che hanno davvero valore: a giustizia, la solidarietà, l’accoglienza, la fraternità, la pace. Grazie a queste cose amiamo noi stessi, il prossimo e nostro Signore. “La cupidigia dei beni, la voglia di avere beni, non sazia il cuore, anzi provoca di più fame!”, spiega il Papa. “La cupidigia è come quelle buone caramelle: tu ne prendi una e dice: “Ah! Che buona”, e poi prendi l’altra; e una tira l’altra. Così è la cupidigia: non si sazia mai. State attenti! L’amore così inteso e vissuto è la fonte della vera felicità, mentre la ricerca smisurata dei beni materiali e delle ricchezze è spesso sorgente di inquietudine, di avversità, di prevaricazioni, di guerre. Tante guerre incominciano per la cupidigia”.