Pensioni 2019: rischio ritardi per le pensioni in convenzione

Pensioni 2019: l’allarme per il mancato adeguamento delle pensioni

“Gli anziani non sono un Bancomat per il Governo, ma una risorsa per il Paese. Sono più di sei milioni i pensionati italiani che rischiano di non vedere adeguate le loro pensioni, molti dei quali già oggi pagano il doppio delle tasse della media europea  e a giugno subiranno l’ennesimo prelievo forzoso”, ha dichiarato David Sassoli, Vice Presidente del Parlamento Europeo e candidato per il Partito Democratico alle prossime elezioni europee

Di Maio e Salvini annunciano di voler mettere le mani nelle tasche dei pensionati italiani con prelievi iniqui già il prossimo giugno. Dopo aver ipotecato il futuro dei giovani, con misure senza coperture certe con il Reddito di cittadinanza e Quota cento, ora si intende distruggere e modificare in peggio lo stato sociale, creando sempre più poveri nel nostro Paese e mettendo le mani nelle tasche dei pensionati ”.

Allargare il sistema di “copertura sociale”

“Ritengo invece indispensabile  garantire che insieme a nuove misure per la crescita economica  in Europa vi sia un sistema che ‘aiuti’ e ‘protegga’ le persone e per questo ci candidiamo ad allargare il sistema di copertura sociale per tutte quelle fasce di cittadini, pensionati  e lavoratori che ancora non hanno un dignitoso livello di protezione”, ha proseguito Sassoli.

E’ necessario l’adeguamento delle pensioni, una legge sulla non autosufficienza e provvedimenti per l’invecchiamento attivo degli anziani che possano consentire a ciascun cittadino italiano il diritto di vivere serenamente, il più a lungo possibile con i propri cari, garantendo a tutti  gli europei la possibilità di curarsi e accedere a un sistema sanitario pubblico di prevenzione”, ha precisato.

Mobilitazione sindacale

“Condivido la preoccupazione e l’appello della Ferpa (la Federazione europea dei pensionati e delle persone anziane) ed aderisco alle iniziative messe in campo dalle organizzazioni sindacali italiane Uilp-Uil, Fnp-Cisl, Spi-Cgil che scenderanno in piazza nelle prossime settimane per chiedere al Governo Conte misure eque, che non azzerino il welfare state”, ha concluso.