Pensioni e lavoro per i giovani: l’appello di Mosi dell’associazione LavoroOver30

Christian Mosi, presidente dell’associazione LavoroOver30, ha richiamato l’attenzione sull’importanza di un corretto turn over lavorativo, e di garantire maggiori tutele lavorative agli over 30, ponendo fine alle discriminazioni per età nel lavoro.

Mosi rilancia: “Maggiori tutele lavorative per gli over 30”.

Secondo Mosi “servono maggiori tutele lavorative per una parte di coloro che in sociologia vengono ancora definiti ‘giovani-adulti’, definizione che comprende la fascia d’età tra i 25 e i 34 anni, ma che vede trattamenti nelle politiche del lavoro ben diverse tra under e over 30.

I secondi, allo stato attuale, pur rientrando nella medesima definizione sociologica, sono fortemente penalizzati dalle politiche in essere rispetto agli under 30. L’obiettivo dell’associazione è portare alla luce tale assurdità sulle poche tutele contrattuali previste per questa fascia di popolazione”.

I costi per gli imprenditori -sottolinea Mosi- sono davvero eccessivi: è ora che la politica, quella che si definisce del cambiamento, ci metta del suo per dire basta alle differenze sulle aliquote contributive previste tra under e over 30. Il lavoro deve essere accessibile a tutti. Troppe persone over 30, padri o madri di famiglia, sono state disincentivate nell’impiego sia in fase di assunzione che di proroga dai recenti incentivi“.

La giornalista Erica Venditti sul sito Pensionipertutti.it ha dato ampio spazio all’importante iniziativa di Mosi, che ieri in diretta su Euronews si è confrontato sull’argomento con vari esponenti ed esperti del settore per illustrare le proposte dell’associazione, che “propone di effettuare uno sconto sull’aumento del contributo addizionale per le imprese che dimostrano, attraverso il proprio consulente o centro servizi, di avere alle dipendenze una quantità paritaria e dunque il 50% di persone occupate o rinnovate tra under e over”.

Non è più possibile essere miopi dinanzi a un problema così evidente. C’è un documentato aumento della disoccupazione di persone in età matura a fronte di incentivi e contratti triennali tutelati dallo Stato e dall’Europa solo per i giovani. E’ evidente che qualcosa nelle politiche del lavoro ha fatto fiasco“.

“Vi pare normale che i contributi previdenziali che un imprenditore deve versare per un part time di una persona che ha più di 30 anni siano pari circa a 2.600 euro annui per sole 16 ore, mentre per un apprendista ne bastino 600?. E’ necessario oggi più che mai, per dare la giusta dignità al lavoro e ridare fiducia ai lavoratori over 30, un regolamento europeo contro la discriminazione per età nel lavoro.

Solo agendo direttamente con la modifica al decreto dignità proposta dall’associazione, ci dice Mosi,” si potrà tutelare quella competenza acquisita dagli over 30 che potrà essere spendibile in aziende, che non si vedranno costrette ad assumere solo gente inesperta (gli apprendisti) per rientrare nei costi del lavoro ed avere gli incentivi statali. Non si può salvare una parte dei giovani adulti e lasciare al palo gli altri. Le opportunità lavorative devono essere offerte in egual misura a tutti, la politica non può e non deve mettere i bastoni tra le ruote attraverso incentivi mirati solo per i più giovani.

Ne va della pensione di tutti, la politica deve fare scelte lungimiranti, pensare a chi pagherà le pensioni che si intendono anticipare oggi, con uno sguardo a quelle che rischiano di non formarsi mai un domani. Senza lavoro non vi è futuro, non si può programmare un domani, né una famiglia, per i giovani-adulti, con chiunque di essi si parli, la pensione sembra sempre più un miraggio”.