Pozze d’acqua infette nel golfo del Pecoriello (e non solo): l’Arpac conferma la tesi del Wwf

Pozze d’acqua infette nel golfo del Pecoriello e non solo: conferma la tesi del Wwf

Presenza di batteri che rivelano una contaminazione del mare da scarichi fecali e mette a rischio la balneazione, sopra i livelli consentiti, ed a rilevarlo è l’Arpac.

Dalla costiera sorrentina fino alle isole di Procida e Ischia, in alcuni tratti di mare sono stati rilevati, ben 2005 unità di batteri in 100 millilitri. Un dato allarmante se si pensa che il limite è di 500 unità. I tecnici, che nei prossimi giorni effettueranno nuovi rilevamenti, hanno anche denunciato la presenza di schiume e rifiuti galleggianti.

Le spiagge colpite da acque infette.

Ad essere “colpite” dai batteri le spiagge Scutolo e Purgatorio, di Meta di Sorrento, ma anche la spiaggia di San Francesco, nel comune di Sant’Agnello (dove la presenza era 10 volte il limite massimo). Problemi anche per la spiaggia del Cimitero, a Procida, e ai Maronti, nel comune di Barano d’Ischia.

Per questa forma di inquinamento potrebbero finire sotto accusa chi si occupa della manutenzione e pulizia delle vasche del troppo pieno che avrebbero potuto causare lo sversamento in mare di liquami.

Infatti, dall’Arpac, come riporta il Corriere del Mezzogiorno, fanno sapere che “nei giorni dei prelievi ed in quelli immediatamente precedenti non si sono verificati temporali tali da giustificare l’entrata in funzione degli sfioratoi di troppo pieno, quelli che immettono a mare acque di fogna, in caso di piogge torrenziali ed in proporzioni con le acque bianche stabilite dalla legge, per evitare danni alle condotte“.

Pozze luride, pregne di acqua sporca che continueranno a rilasciare le sostanze inquinamenti nella sabbia e in mare: la spiaggia di Pecoriello.

Il Wwf aveva denunciato nel pomeriggio del 27 maggio un’ingente fuoriuscita di liquami dal canale della condotta, in gestione alla Gori, allocato sotto la via dei Pini che sbocca sulla spiaggia del Pecoriello.

Le sostanze maleodoranti dopo aver percorso il tratto della spiaggia, creando pozze e laghetti, si sono riversate in mare. Lo sversamento si è protratto probabilmente per più giorni trasportando impunemente a cielo aperto tonnellate di liquami nel golfo del Pecoriello.

A distanza di otto giorni dalla richiesta del WWF, in data 4 giugno 2018, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Campania ha inviato due tecnici con l’imbarcazione Arpac Na10948, per effettuare un’ispezione e relativa verifica e controllo sulla spiaggia detta del “Pecoriello” nel Comune di Sant’Agnello.

Sebbene l’acqua del mare a distanza di tempo dall’episodio sia risultata nella norma, l’acqua contenuta nella pozza, posta a pochi metri dal mare, ha rilevato invece la presenza relativamente al parametro di escherichia coli di 260000 UFC/100 ml, ovvero in percentuale di gran lunga superiore al limite max di 5000 UFC/100 ml, previsto nella Tab3 allegato V parte III al DLgs 152/06 per scarichi in acque superficiali.