Primo Maggio: torna alla ribalta la questione dei rider

La nostra Europa: lavoro, diritti, stato sociale”. Con queste parole d’ordine Cgil, Cisl e Uil si ritrovano oggi a Bologna per celebrare la festa dei lavoratori. La città ospita la manifestazione nazionale dei sindacati, alla quale prenderanno parte i segretari generali delle tre confederazioni, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

La festa dei lavoratori è l’occasione per i sindacati per riportare l’attenzione sui rider. Il segretario confederale della Cgil, Tania Scacchetti,  ha criticato duramente il governo: “Inaccettabili sei mesi di silenzio dall’ultimo incontro al ministero del Lavoro. Gli annunci del ministro Di Maio sono sempre meno credibili: vanno subito garantiti diritti e tutele ai rider”.

Occorre una definizione di regole

Secondo la dirigente sindacale, “non è più rinviabile la definizione di regole attraverso le quali migliorare la qualità del lavoro dei ciclofattorini, assicurando loro un salario giusto, il diritto alla malattia, alle ferie, al riposo, le tutele previdenziali e contro gli infortuni, i diritti alla privacy e alla trasparenza nell’uso degli algoritmi”. La via principale per regolare tutti gli aspetti del rapporto di lavoro, conclude Scacchetti, “è quella di rimandare ai ccnl, a partire da quello della logistica. Eventuali norme legislative, che ampliano le tutele per i lavoratori dell’economia digitale, dovrebbero impedire sfruttamento, lavoro a cottimo e contrastare l’assenza delle più minime tutele, pratiche purtroppo molto diffuse”.

Mobilità orizzontale da lavoro a lavoro

“Molta acqua è passata sotto i ponti, insieme a leggi e decreti, ma di risposte concrete a questi lavoratori non se ne vede l’ombra. L’unica a muoversi è stata la Regione Lazio. Forse l’incontro di Di Maio con i sindacati, previsto per il prossimo 6 maggio, potrebbe essere l’occasione buona. Il problema dei rider ci interroga su un tema di fondo: l’esigenza, nel tempo della mobilità ‘orizzontale’ da lavoro a lavoro (nel quale si può passare da dipendenti ad autonomi e parasubordinati, e viceversa), di fissare, attraverso la legge e, soprattutto, la contrattazione, un pavimento di diritti inderogabili: la retribuzione di base, i contributi previdenziali, le tutele per infortunio, malattia e maternità, la tredicesima e il Trattamento di Fine Rapporto”. “Altrimenti, si predica bene e di razzola male”, ha dichiarato al riguardo Cesare Damiano, dirigente del Partito democratico.