Riforma pensioni e Legge di Bilancio 2020: le ultime novità su Quota 100 e l’aspettativa di vita

Riforma pensioni: legge di bilancio e Quota 100, le ultime novità ad oggi 6 dicembre 2018

Oggi 27 settembre 2019, il Governo avrebbe dovuto presentare la Nota di aggiornamento al Def. Dopo una riunione tecnica a Palazzo Chigi si è deciso di spostare la presentazione a lunedì. Nonostante il termine non fosse perentorio, lo slittamento è stato visto dall’opposizione come un segnale di debolezza del nuovo Esecutivo. “Il Governo è già alle corde sull’economia. E il Partito Democratico si accorge di avere un partner pericoloso come il Movimento Cinque Stelle seduto al suo fianco nei suoi rapporti con l’Europa, che potrebbe far scendere la sua reputazione da europeista sotto i tacchi”, ha commentato ieri in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.

“Il vertice  sulla Nota di Aggiornamento al DEF tenutosi a Palazzo Chigi tra le forze di maggioranza si è, infatti, concluso in un totale, clamoroso fallimento, con il Movimento Cinque Stelle che ha richiesto un deficit al 2,5%, totalmente al di fuori della portata dei nostri conti pubblici, e il ministro Gualtieri che ha rispedito subito al mittente la scellerata richiesta, consapevole che se l’avesse accettata si sarebbe giocato subito tutta la sua credibilità di cui gode a Bruxelles”, ha proseguito Brunetta.

“Il risultato è che l’Esecutivo non potrà così presentare domani la NaDEF in Parlamento, mancando quindi la sua prima scadenza utile in vista della prossima, delicatissima Legge di Bilancio. Tutto rimandato a lunedì, salvo altri impedimenti. Un pessimo biglietto da visita inviato all’Europa per quello che doveva essere il Governo europeista e responsabile. Europa che ha già preso le misure al nuovo Esecutivo giallorosso, visto sempre più come un gruppo di imbroglioncelli, che non rispetta mai patti e impegni sottoscritti”.

Pensioni e Legge di Bilancio 2020: Renzi su Quota 100

Gli occhi di chi attende interventi in materia di pensioni, lavoro e fisco sono puntati alla Legge di Bilancio 2020.  In tema di previdenza, Il Governo sembra intenzionato a portare avanti Quota 100 fino alla scadenza, prevista nel 2021. Il senatore Matteo Renzi, leader di Italia Viva, su Radio 24 ha dichiarato che se fosse il  Ministro dell’Economia eliminerebbe Quota 100. In ogni caso, Renzi ha ribadito l’appoggio al Governo Conte:Noi ci atterremo a quello che farà il Governo e non faremo i “pierini” del Governo e cercheremo di dare una mano”. L’obiettivo della nuova formazione politica è quello di evitare l’aumento dell’Iva, anche selettivo.

Quota 100 ed aspettativa di vita: le precisazioni di Tridico

Il Presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, a proposito degli interventi sulle pensioni previsti nella Legge di Bilancio 2020 ha dichiarato al Forum dell’Ansa.”Non ci sono state richieste di valutazioni verifiche sui possibili cambiamenti di Quota 100, né dei coefficienti  relativi all’aspettativa di vita che rimane così come è stata stabilita. Non ci sono cambiamenti in quella direzione“. “Non è necessario cambiare ogni anno sistema previdenziale. Il cambiamento, anzi, dovrebbe avvenire a medio-lungo termine, non ogni anno”, ha precisato Tridico. “Quota 100 dura tre anni e questo può essere un periodo di riflessione su cosa fare dopo”, ha osservato il presidente dell’Ente previdenziale.

Il Fondo integrativo pubblico

“Il Ministero del lavoro ci ha chiesto una valutazione circa una possibile nuova idea e stiamo pensando ad un Fondo integrativo pubblico volontario“, ha dichiarato Tridico al Forum dell’Ansa. Il Fondo sarebbe gestito dall’Istituto ed avrebbe l’obiettivo di “consentire di avere una copertura rispetto ai buchi contributivi che spesso molti precari hanno”. Tale Fondo potrebbe “contribuire” all’Ago, dando la possibilità di cumularsi con esso. Ad esempio:”Se per 5 anni, per 10 anni o anche soltanto solo per due anni, verso nel fondo complementare e nella gestione obbligatoria, arrivato all’età di pensionamento, se non ho contributi sufficienti può intervenire il fondo complementare per coprire quei buchi. In questo modo si realizza una sorta di pensione di garanzia”. 

L’idea del Fondo complementare pubblico non trova il consenso dei sindacati. “È opportuno che il ministro del Lavoro apra un confronto con le parti sociali prima di avventurarsi sulla singolare e insidiosa strada della costituzione presso l’Inps di un fondo di previdenza integrativo pubblico, alternativo ai fondi negoziali, che da vent’anni in tutti i settori di lavoro hanno permesso di tutelare e valorizzare il risparmio previdenziale dei lavoratori italiani”, ha commentato il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli. “Ancora più singolare è pensare che tale strumento, che a quanto si può intuire dovrebbe essere a capitalizzazione individuale, possa rappresentare una risposta al problema del futuro previdenziale dei giovani”, ha aggiunto il dirigente sindacale.

“Il presidente dell’Inps Tridico farebbe bene a pensare a come migliorare l’efficacia e l’efficienza delle prestazioni dell’Istituto che presiede. Quella di fare un fondo pensione integrativo pubblico è un’idea profondamente sbagliata ed inutile. I fondi pensione in Italia funzionano ottimamente e sono un sistema plurale e concorrente. Tridico poi fa confusione tra i fondi pensione integrativi e l’importantissimo tema delle future pensioni pubbliche dei giovani. La UIL chiede al Governo di dire una parola chiara su questo tema che sta creando disorientamento tra i lavoratori e gli iscritti ai fondi pensione”, ha affermato il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti.

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