Riforma pensioni: proroga di Opzione donna, le ultime novità ad oggi

Pensioni anticipate, oggi 1 marzo 2018. Le ultime novità su Opzione donna

Il contenuto della bozza del decreto legge contenente il “pacchetto pensioni” sta creando non poche perplessità. Nonostante non vi siano vere e propri stravolgimenti rispetto a quanto annunciato dal Governo, vi sono alcuni elementi che fanno riflettere. Nel documento sono presenti gli attesi interventi sulle pensioni, tra cui Quota 100 ed Opzione Donna.

“Come ben sappiamo, quella che stiamo discutendo è la bozza del Decreto Legge che il capo dell’ufficio legislativo ha inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, riservandosi di inviare la relazione tecnica a causa di verifiche ancora in corso, entro lunedì 7 Gennaio. Il dossier così completato, sarà sottoposto all’approvazione del CdM (Consiglio dei Ministri) previsto per venerdì 11 Gennaio dopodiché andrà in firma al Presidente della Repubblica e pubblicato sulla GU”, ha precisato Orietta Armiliato, amministratrice del Comitato Opzione Donna Social . Proprio la misura per le pensioni anticipate al femminile desta qualche perplessità, per come è stata strutturata.

La proroga di Opzione donna o una nuova misura?

Il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, ha osservato che nella bozza del decreto legge
la proroga sembra incompleta: non è presente, infatti, nessuna specifica inerente la maturazione dei 35 anni di contributi”. Secondo l’amministratrice del CODS, il provvedimento contenuto nella bozza non è la promessa proroga di Opzione donna. Si legge nel testo del documento: “Il diritto al trattamento pensionistico anticipato secondo le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal decreto legislativo 30 aprile 1997, n.180 è riconosciuto nei confronti delle lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1959 e delle lavoratrici autonome nate entro il 31 dicembre 1958 le quali abbiano un’anzianità contributiva pari o superiore ai trentacinque anni”.

“Questa se vogliamo essere onesti, è a tutti gli effetti una misura pensionistica che è stata scritta per le Donne, dato che solo loro potranno accedere e, rispettando la richiesta dei 35 anni di contributi, ricalca ciò che l’ Opzione Donna con la Legge 243/2004 dettava ma la cosa singolare è che non essendo stato posto un limite temporale per raggiungere i due requisiti ed accedere, lo si potrà fare da qui all’eternità e questo pone una serie di quesiti: come si può stimare un costo a copertura se la variabile di riferimento è infinita? Ma la RgS che è sempre giustamente attenta e severa, come potrà bollinare questo provvedimento che non ha parametri quantificabili poiché le possibilità di creare “ l’ambo magico” di accesso sono infinite?”, ha osservato Armiliato

Un esempio concreto

L’amministratrice del CODS ha fornito un esempio esplicativo del proprio ragionamento. “Un esempio? Eccolo: nata il 28 Settembre 1959 lavoratrice dipendente settore privato, al mio attivo oggi 25 anni di contributi…raggiungimento dei requisiti necessari per accedere a questa misura gennaio 2029: è dunque questo il concetto di ‘misura strutturale’ che ci stanno propinando?.

I requisiti per l’accesso al provvedimento

“E poi: siccome il provvedimento proposto non riferisce all’Art.1 Comma 9 della citata L.243 del 2004 e successive modifiche, valgono ancora le 1820 settimane utili all’ingresso al netto di malattia e disoccupazione? Vale ancora poter lavorare durante la finestra di attesa per l’erogazione dell’assegno pensionistico (perché quella è rimasta attiva…ovviamente), vale ancora poter lavorare anche se già in quiescenza? E, soprattutto, vale ancora non poter accedere cumulando gratuitamente i versamenti effettuati nelle diverse casse previdenziali? Ecco, a tutto questo si deve dare risposta nel legiferare una norma che, inventata oggi, nulla ha a che vedere con quanto reiteratamente propagandato e promesso e dunque il decreto definitivo dovrà corrispondere puntualmente a queste ed altre questioni”, ha incalzato Armiliato, sottolineando: “Ora: se proprio vogliamo battezzare questa norma, la potremmo chiamare OpzioneDonna Fake, o Simil-OpzioneDonna, o Raggiro-OpzioneDonna scegliete voi quel che vi piace di più: sono tutti e tre nomi e cognomi perfettamente calzanti”.

Le dichiarazioni di Maria Pallini

Sollecitata ad esprimere un’opinione su quanto scritto nel decreto legge ed a confrontarlo con le promesse del suo partito a proposito di Opzione donna, l’On Maria Pallini , deputato del Movimento Cinque Stelle, in un post ha dichiarato: “Si è detto 58/59 quindi i requisiti si sono mantenuti… non si è mai discusso di altro… è necessaria onestà intellettuale”.

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