Riforma pensioni, le ultime novità ad oggi 2 ottobre 2018 su Quota 100

Riforma pensioni: fiducia alla Camera per il Governo Conte, nessuna rassicurazione su Quota 100

Dopo varie discussioni avvenute negli ultimi giorni, l’esecutivo gialloverde, sembra aver trovato una soluzione per il superamento della Legge Fornero con la Quota 100. L’ipotesi più valida sembrerebbe secondo quanto trapelato, per andare in pensione anticipatamente con quota 100 saranno richiesti almeno 62 anni e 38 anni di contributi. L’inserimento in manovra la Quota 100 con i suddetti requisiti consentirebbe a 400.000 persone di andare in pensione anticipatamente e di contenere i costi. Con questa misura, inoltre, il governo intende incentivare l’uscita anticipata dal Lavoro per favorire l’assunzione dei giovani.

Riforma pensioni, verso uscita con quota 100 senza penalizzazioni.

Secondo quanto scritto da Enrico Marro in un articolo sul Corriere della Sera, la Quota 100 non dovrebbe prevedere penalizzazioni. Questo perché, come ha spiegato il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, l’intento dell’esecutivo è quello di far sì che venga stimolato un turnover generazionale nelle aziende e dunque non devono essere creati dei “disincentivi” al pensionamento.

E’ circolata anche ipotesi di bloccare l’aumento dell’aspettativa di vita di 5 mesi per le pensioni anticipate previsto per il 2019. Si allontana, dunque, l’ipotesi di un taglio dell’1-1,5% di cui si era parlato in passato. Il costo ci sarà per lo stato: con quota 100 a 62 anni e 38 di contributi il governo sarà costretto a trovare tra gli 8 e gli 8,5 miliardi il primo anno e poi un miliardo in più dal prossimo anno.

Per poter accedere a questo sistema previdenziale bisognerà aver maturato almeno 38 anni di contributi. In pratica soltanto chi ha 62 anni e 38 di contributi potrà andare in pensione con la quota 100. Chi, invece, ha 63 anni e 37 di contributi dovrà aspettare un altro anno prima di ritirarsi dal lavoro.

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