Riforma pensioni, le ultime novità ad oggi 4 settembre 2018

Riforma pensioni, le ultime novità ad oggi 4 settembre 2018

Il Governo dovrà prendere una decisione, in vista della nota di aggiornamento del Def, sui provvedimenti che dovranno trovare posto all’interno della prossima legge di bilancio. Dal palco della festa del Fatto Quotidiano il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio è intervenuto in merito al Reddito di Cittadinanza ed ha promesso che nella prossima legge di bilancio verranno inserite le coperture per farla partire dal 2019.

Il nostro obiettivo è portare a casa quelle tre riforme per riuscire nel 2019, quindi dal primo gennaio del nuovo anno, a metterle in funzione“, ha detto Di Maio riferendosi a reddito e pensioni di cittadinanza, flat tax e superamento della legge Fornero.

Riforma pensioni: costo stimato per la quota 100 fino a 2,5 miliardi di euro.

La “Quota 100” prevede l’uscita dal mondo del lavoro quando la somma fra età anagrafica e contributi annui versati al fisco raggiunge il valore 100. Secondo Il Sole 24 Ore, questa misura avrebbe un costo di circa 7 o 8 miliardi nel caso in cui non vi fosse alcun limite anagrafico di accesso.

Nel caso, invece Quota 100 si realizzasse con un paletto fissato ad almeno 64 anni di età, il costo del provvedimento scenderebbe a circa 2 o 2,5 miliardi di euro. All’interno di questo scenario è emersa anche la possibilità di un avvio modulare della quota 100, i cui requisiti verrebbero flessibilizzati in particolar modo per le persone che vivono situazioni di disagio in età avanzata.

Inoltre, secondo quanto riportato sul quotidiano economico, il Governo avrebbe delineato due possibili opzioni per introdurre Quota 100 nel sistema previdenziale mantenendo dei costi ragionevoli: introdurre la quota 100 come ulteriore strumento per la gestione degli esuberi, rendendo modulabili il requisito anagrafico e quello contributivo e attivando un fondo unico o più fondi; rendere possibile l’uscita a una platea più ampia, ad esempio per alcune specifiche categorie di lavoratori oppure con vincoli rigidi (età non inferiore ai 64 anni, ricalcolo contributivo e soli 2 anni di contribuzione figurativa).

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