Riforma pensioni, le ultime novità su esodati e nona salvaguardia

Pensioni, continua la battaglia degli esodati non salvaguardati

Continua il dibattito su Quota 100 e sul decreto legge che, secondo il Vicepremier Di Maio, dovrebbe essere deliberato dal Consiglio dei Ministri verso Natale. “L’importante è che qualcosa accada, perché ogni giorno che passa aumenta il divario tra promesse elettorali e realtà”, ha affermato Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico, per il quale la riforma delle pensioni non deve limitarsi  a Quota 100. “Sia ben chiaro: noi vogliamo Quota 100, ma anche i 41 anni di contributi, Opzione Donna, la nona salvaguardia degli esodati e il blocco dell’aggancio tra età pensionabile e aspettativa di vita, perché siamo per una vera flessibilità previdenziale”, ha precisato.

Questione esodati: le ultime novità illustrate da Luigi Metassi.

Dopo otto salvaguardie pensionistiche, rimangono ancora da salvaguardare 6.000 esodati. Le ultime importanti novità in merito alla nona salvaguardia sono state illustrate da Luigi Metassi, amministratore del Comitato Esodati Licenziati e Cessati, sul blog “Il Volo della Fenice”.

“Nella serata di martedì 30 ottobre, poche ore prima della firma del testo della legge di Bilancio 2019 da parte del Presidente della Repubblica, la Commissione Lavoro della Camera, a conclusione di una discussione dagli esiti fino all’ultimo incerti, ha approvato all’unanimità la risoluzione n. 8-00004, la quale riunisce le risoluzioni 7-00021 (Rizzetto), 7-00066 (Serracchiani), 7-00076 (Polverini) e 7-00087 (Pallini)”, ha segnalato Metassi. È fondamentale qui rilevare il chiaro e inequivocabile impegno che la risoluzione pone al Governo: salvaguardare quanto prima gli ultimi 6.000 esodati. La risoluzione non parla di Quota 100, di Quota 41, di Opzione Donna, di ferrovieri o di quant’altri. La risoluzione parla esclusivamente di esodati”, ha sottolineato.

Metassi ritiene fondamentale che la questione degli esodati non venga confusa con altre tematiche di carattere previdenziale:”Nel caso degli esodati è stato infatti inferto un danno in conseguenza di un diritto negato, che chiede di essere riconosciuto e restituito nella sua interezza. Non siamo in presenza di una pur legittima e condivisibile esigenza di un ammorbidimento, seppur con risvolti onerosi, delle regole vigenti”, ha precisato.

Ed inoltre: “Mescolare la tematica degli esodati, che può facilmente trovare soluzione in Legge di Bilancio, con altre problematiche a carattere strutturale come Quota 100, reddito di cittadinanza e Opzione Donna, che già la bozza della Legge di Bilancio rinvia a successivi decreti, semplicemente non appartiene al mondo della logica e può solo infondere confusione e disorientamento nel legislatore, al punto da sottoporre a forte rischio, non solo l’approvazione stessa della nona salvaguardia ma anche la corretta ed esaustiva formulazione del testo di Legge laddove il legislatore ha il dovere di individuare e descrivere correttamente le sole categorie di lavoratori che rientrano nella casistica degli esodati e i requisiti necessari a determinarne il diritto”.

Gli esodati non sono compresi nel “Pacchetto Pensioni” perché, come richiede la risoluzione della Commissione Lavoro, dovranno trovare soluzione urgente e la soluzione urgente sta nell’emendare la Legge di Bilancio 2019″, ha chiarito Metassi.

L’ideatore del Volo della Fenice ha aggiunto:”Nei prossimi giorni sarà certo cura dei comitati ripartire dai contatti politici affinché la nona salvaguardia diventi concretamente oggetto di emendamento alla Legge di Bilancio e, nel contempo, vigilare e contribuire affinché le tipologie di lavoratori coinvolti risultino al fine esaustive e corrette. Compito quest’ultimo per il quale il Comitato “Esodati Licenziati e Cessati” è ancora in attesa della chiamata al tavolo tecnico promesso dal Ministro del Lavoro, on. Luigi Di Maio, in occasione dell’incontro del 18 ottobre scorso. Nel concetto della formulazione dell’emendamento comunque il condizionale è d’obbligo in quanto, se da un lato la risoluzione “impegna” il Governo, dall’altro non è un obbligo categorico delle rappresentanze politiche presentare emendamenti. Sarà quindi l’iniziativa dei singoli comitati a poter fare la differenza, al punto da indurre le forze politiche a presentare i necessari emendamenti”.