Riforma pensioni, le ultime novità su Quota 100 al 30 ottobre 2018!

Il Reddito di cittadinanza e quota 100 non saranno contenuti nella Manovra, ma per realizzare questi interventi occorreranno due provvedimenti ad hoc. Questo è quello che è emerso dalla nuova bozza delle Legge di Bilancio nel capitolo dedicato ai ‘Fondi per l’introduzione del reddito e delle pensioni di cittadinanza e per la revisione del sistema‘.

Quota 100 e reddito di cittadinanza esclusi dalla Manovra. Le prime reazioni!

Così commenta su Facebook la notizia Marco Leonardi, ex consigliere economico del precedente Governo. “È arrivata la bozza quasi definitiva della legge di bilancio: non ci sono le norme su pensioni quota100 né sul reddito di cittadinanza. Verranno fatti attraverso dei provvedimenti “collegati” alla legge di bilancio.

Faccio due semplici valutazioni:

– i collegati devono passare dai due rami del Parlamento e le statistiche di Camera e Senato ci dicono che in media ci mettono ben più di 6 mesi. Saranno provvedimenti complicati e saranno cambiati molte volte in Parlamento (soprattutto se saranno scritti malissimo come il decreto dignità !!). Il che vuol dire che di reddito di cittadinanza e pensioni se ne parla dopo le europee.

– certo faranno di tutto per avere reddito di cittadinanza e quota100 in tempo per le elezioni ad aprile. Scriveranno norme affrettate per buttar lì qualche soldo prima delle elezioni e impediranno la discussione parlamentare.

Inoltre bisogna saperlo che saranno provvedimenti che non dureranno nel tempo perché sono insostenibili (oltre che dannosi): li hanno dovuti togliere dalla legge di bilancio proprio per evitare di sfondare lo spread e portarci al disastro immediato sui mercati finanziari. Inoltre è già ovvio a tutti che quota 100 sarà una finestra di pochi anni (come tante in passato) perché non ce la possiamo permettere. Purtroppo nel frattempo elimineranno il reddito di inclusione che è una misura contro la povertà che funziona e l’ape sociale per i lavoratori gravosi e precoci che è una misura strutturale sulle pensioni e non una finestra temporanea.

Mette tristezza che, per il consenso e le ambizioni elettorali di Salvini e di Maio, temi così seri per gli italiani vengano trattati in maniera così superficiale. Alla fine il prezzo lo paghiamo noi“, conclude Leonardi.