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Riforma pensioni 2018. Quali prospettive per le pensioni del futuro?

Lavoro e pensioni future. Il Lavoro e le pensioni future sono al centro del focus Censis Confcooperative: “Millennials, lavoro povero e pensioni: quale futuro?”. Nel dossier viene evidenziato come il ritardo nell’ingresso nel mondo del lavoro, la discontinuità contributiva, la debole dinamica retributiva, che caratterizza molte attività lavorative, rappresentino un pericoloso mix di fattori che proietta uno scenario preoccupante sul futuro previdenziale e la tenuta sociale del Paese, dove le condizioni di nuove povertà, determinate da pensioni basse, saranno aggravate, inoltre, dall’impossibilità, per molti lavoratori, di contare sulla previdenza complementare come secondo pilastro pensionistico. 

Si parla di “un esercito di 5,7 milioni di lavoratori che, se questa tendenza non dovesse essere invertita, rischiano di alimentare le fila dei poveri in Italia entro il 2050”. “Queste condizioni hanno attivato una bomba sociale che va disinnescata”, ha affermato Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative.”Lavoro e povertà  sono due emergenze sulle quali chiediamo al futuro governo di impegnarsi con determinazione per un patto intergenerazionale che garantisca ai figli le stesse opportunità dei padri. Non sono temi di questa o di quella parte politica, ma riguardano il bene comune del paese”, ha dichiarato Gardini.

Pensioni e lavoro: sussiste una discriminazione tra generazioni.

Il presidente di Confcooperative ha sottolineato che assistiamo ad una discriminazione tra generazioni. “Già oggi, il confronto fra la pensione di un padre e quella prevedibile del proprio figlio segnala una decisa divaricazione del 14,6%. Il sistema previdenziale obbligatorio attuale garantisce a un ex dipendente con carriera continuativa, 38 anni di contributi versati e uscita dal lavoro nel 2010 a 65 anni, una pensione pari all’84,3% dell’ultima retribuzione

A un giovane che ha iniziato a lavorare nel 2012 a 29 anni, per il quale si prefigura una carriera continuativa come dipendente, 38 anni di contribuzione e uscita dal lavoro nel 2050 a 67 anni, il rapporto fra pensione futura e ultima retribuzione si dovrebbe fermare al 69,7%, quasi quindici punti percentuali in meno. Questo nella migliore delle ipotesi”, ha precisato Gardini. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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