Riforma pensioni 2018: pensioni anticipate, legge Fornero, reddito e pensione di cittadinanza!

Riforma pensioni: le proposte di Brambilla sul contributo di solidarietà e le reazioni di vari esponenti

Mauro D’Achille‎, amministratore del gruppo Lavoro e pensioni: Problemi e soluzioni, ha pubblicato ieri un post sulla pagina Facebook, in cui ha commentato le proposte del nuovo governo sul fronte reddito di cittadinanza e pensioni.

Le proposte sul reddito e pensione di cittadinanza nella disamina di Mauro D’Achille.

“Il nuovo Governo – ha sottolineato D’Achille – sta pensando, oltre al reddito di cittadinanza, anche alla pensione di cittadinanza. Vorrei qui esprimere le mie considerazioni: innanzitutto trovo giusto preoccuparsi per gli anziani con un reddito inferiore alla soglia di povertà.

Detto questo, trovo già sbagliata la dizione: la pensione, propriamente detta, è un reddito differito che viene restituito agli ex lavoratori che durante il loro periodo attivo hanno versato nelle casse dell’INPS una percentuale considerevole del proprio stipendio (il 33% per i lavoratori dipendenti).

Ogni altra forma di sostegno al reddito non deve essere chiamata pensione e non deve essere a carico del bilancio Inps, ma della fiscalità generale.In tali interventi, ad esempio, rientrano gli assegni sociali, il Rei, le integrazioni al minimo, gli assegni di accompagnamento, le quattordicesime, etc.

Oltre alla “pensione di cittadinanza”, si sta pensando anche alla flat tax cioè alla diminuzione dell’Irpef. Soltanto io noto un ossimoro tra le due misure?

Non solo. Nell’ambito delle ventilate modifiche alla Fornero, si dice che ci sara’ l’eliminazione della quota di calcolo retributivo dal ’96 al 2011 per chi ne avesse i requisiti. Provvedimento che porterebbe un notevole ridimensionamento nella misura dei futuri assegni pensionistici.

Pensioni anticipate e contributi figurativi calcolabili.

“Sempre stando ai si dice, verranno imposti dei limiti all’accesso dei pensionamenti anticipati legati ad un massimo riconosciuto di due soli anni di contributi figurativi, che porterebbe una notevole diminuzione nel numero di uscite.

Spero che non si stia facendo confusione e che non si vogliano cercare fondi per i provvedimenti di spesa sociale attingendoli da quelli del fondo pensionistico, sarebbe inconcepibile sotto qualsiasi punto di vista lo si voglia interpretare!”, conclude D’Achille. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.