Riforma pensioni 2018: le novità su quota 100 e modifiche legge Fornero

Riforma pensioni, ipotesi di flessibilità in uscita: Quota 100 non strutturale e Ape Social rafforzata

La CGIL ha chiesto al governo Lega-M5S un incontro anche con altri sindacati per lavorare alla riforma che porti al superamento della legge Fornero. Nei piani del governo vi è in programma per il superamento della Fornero la quota 100 e quota 41. Negli ultimi giorni la CGIL ha manifestato nei confronti della riforma delle pensioni delle diverse perplessià.

Pensioni: CGIL chiede al governo un incontro per lavorare al superamento della Legge Fornero.

La “Quota 100” prevede l’uscita dal mondo del lavoro quando la somma fra età anagrafica e contributi annui versati al fisco raggiunge il valore 100, con un limite minimo a 64 anni e 36 di contributi. Oltre a questa proposta il Governo guidato da Giuseppe Conte ha formulato la Quota 41 che prevede la possibilità di andare in pensione anticipata con 41 anni di contributi anche se si sta ipotizzando uno slittamento a quota 42.

Questo sistema permetterebbe ai lavoratori precoci e usuranti di andare in pensione con il solo requisito contributivo dei 42 anni e senza obbligo di raggiungimento di alcun requisito anagrafico.

La CGIL ha espresso dei dubbi in merito alla Quota 100, in particolare sul requisito di età minima dei 64 anni che penalizzerebbe molti lavoratori. La proposta della Confederazione Generale Italiana del Lavoro è di abbassare l’età minima a 62 anni senza vincoli reddituali minimi.

Il segretario confederale della CGIL Roberto Ghiselli ha dichiarato che: “Sulle pensioni si continua a girare attorno al problema senza esplicitare in che modo si vuole intervenire, e più passano i giorni più sembra affievolirsi, nelle intenzioni del Governo, la possibilità di una vera riforma che superi strutturalmente la legge Fornero. Auspichiamo che il ministro Di Maio convochi in tempi brevi Cgil-Cisl-Uil per poter avviare un confronto di merito”.

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