Riforma pensioni 2018: le novità su quota 100, 41 e flessibilità in uscita

Riforma pensioni, oggi 18 luglio 2018: le novità su quota 100, 41 e flessibilità in uscita

Il governo Conte sta lavorando alla riforma delle pensioni, con l’obiettivo di smantellare pezzo per pezzo la Legge Fornero. Nella proposta dell’esecutivo vi è l’inserimento di Quota 100, 41 e la proroga Opzione Donna. Continua lo scontro tra governo Lega-M5S e l’Inps in merito ai costi della riforma del sistema previdenziale.

Lo scenario ipotizzato dall’Inps che si basa su numeri e cifre previsionali raccolti, prendono di mira soprattutto la Quota 100, che prevede l’uscita dal mondo del lavoro quando la somma fra età anagrafica e contributi annui versati al fisco raggiunge il valore 100, con un limite minimo a 64 anni e 36 di contributi.

Pensioni, Quota 100: i costi previsti dall’Inps.

Secondo i calcoli effettuati dall’Ente di previdenza Sociale introduzione Quota 100 nel 2019 costerebbe  tra i 4 e i 14 miliardi di euro all’anno. Le simulazioni sono state rese pubbliche presentandole nell’Allegato tecnico alla relazione del Rapporto annuale, tenuta dal presidente dell’Inps, Tito Boeri.

In una intervista a La Repubblica, il Presidente dell’Inps sul capitolo pensioni ha dichiarato: “Quota 100 costa fino a 20 miliardi l’anno, a seconda del requisito anagrafico. Dove li trovano?”- e ha aggiunto – “in pensione dopo 41 anni di contributi significa 750 mila pensionati in più”. Ha poi sottolineato Tito Boeri: “Ma lo sanno che ogni abbassamento dell’età pensionabile riduce l’occupazione, perché il lavoro costa di più? Chi pagherà le pensioni ai giovani?”.

“Dimissioni? E perché mai? Il mio incarico scade nel febbraio 2019. Fino ad allora io non mi muovo di qui. Ho un mandato, e lo porto a termine…” ha detto Tito Boeri. “Accusarmi di fare politica è una colossale sciocchezza, chi mi conosce lo sa: ho sempre detto quello che penso, senza mai preoccuparmi di chi fosse a Palazzo Chigi…”. E ancora: “io non devo decidere niente. Se mi vogliono cacciare prima, lo facciano. Se no, se ne riparla con l’anno nuovo. Certo, con l’aria che tira diciamo che non mi aspetto una riconferma…”.

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