Riforma pensioni 2018: ultime news su flessibilità, Ape, pensione anticipata, esodati, età pensionabile!

Mauro D’Achille, amministratore del Gruppo Lavoro e pensioni: Problemi e soluzioni, ha incontrato pochi giorni fa a Palazzo Chigi, Marco Leonardi, consigliere economico del PD. L’esito dell’incontro è stato soddisfacente per D’Achille, visto che Leonardi ha manifestato la volontà di capire il punto di vista esposto e venire incontro alle richieste sostenibili. In un post pubblicato sulla pagina Facebook del gruppo, D’Achille ha illustrato i punti e le richieste contenute nel documento consegnato a Leonardi.

Il testo consegnato da Mauro D’Achille a Marco Leonardi, consigliere economico del PD, con le osservazioni e suggerimenti sul fronte pensioni e previdenza.

Sottolinea D’Achille:”Questo il testo con le nostre osservazioni e suggerimenti che ho consegnato stamattina al prof. Leonardi, consigliere economico del PD ed alla sua validissima collaboratrice. In un periodo di grave crisi occupazionale moltissime persone si trovano a ridosso dei 60 anni disoccupate e/o in gravi difficoltà per il mantenimento del proprio posto di lavoro sia per le patologie, sia per la concorrenza di giovani più motivati, con titoli di studio e competenze informatiche ed a minor costo per il datore di lavoro.

Molte donne, notoriamente uniche responsabili per il welfare familiare, con carriere discontinue e quindi in difficoltà per il raggiungimento della pensione anticipata, dichiarano la loro impossibilità a raggiungere la pensione di vecchiaia. Nonostante le otto salvaguardie, risulta che vi sono ancora seimila esodati antefornero in grandissima difficoltà

Abbiamo constatato che, per effetto dei molti paletti posti, i fondi stanziati per Ape social e anticipo precoci permetterebbero un ampliamento della platea degli usufruitori. Inoltre, che i tempi burocratici per l’accesso a tali misure sono estremamente lunghi, al punto che i primi pagamenti delle pensioni anticipate agli aventi diritto avvengono negli ultimi due-tre mesi dell’anno solare a prescindere dalla data di raggiungimento del requisito e quindi la spesa si contrae ulteriormente”.

Età pensionabile, aspettativa di vita, lavori gravosi, pensione anticipata.

Ribadisce D’Achille nel testo: “L’innalzamento continuo della aspettativa di vita, unitamente a quello sull’età pensionabile stabiliti dalla riforma Sacconi prima e dalla Fornero poi, andrebbe rivisto sia nella misura che nelle scadenze che nelle tipologie di lavoro: a questo scopo auspichiamo che si dia avvio al più presto alla apposita commissione di studio già prevista.

A fronte di queste considerazioni, Le sottoponiamo le nostre proposte
1) velocizzazione delle pratiche per il pensionamento anticipato, escludendo l’anno solare e le date fisse per la presentazione della domanda di verifica al diritto;
2) congelamento della aspettativa di vita non solo per i lavori gravosi e usuranti, ma anche per tutti gli altri aventi diritto all’anticipo pensionistico. In subordine, quanto meno per i disoccupati affinché si vedano diminuire il costo dei versamenti volontari;

3) ampliamento della platea per i gravosi ed inserimento di tale elenco ai lavori usuranti come riconosciuti dal dlgs 67/2011;
4) abbassamento della percentuale di invalidità, attualmente al 74% , per il diritto all’accesso. In subordine, riduzione della adv in percentuale a partire dal 60%;

5) sempre a proposito di invalidi, riconoscimento alle mamme di figli disabili 100% con accompagno, di un bonus contributivo di due mesi per ogni anno di assistenza fornita, al pari degli invalidi lavoratori. In subordine, almeno un mese per anno con un limite massimo di cinque anni.
6) rendere strutturale ape social e volontaria; 
7) in caso di licenziamento, dimezzamento dei contributi volontari e/o possibilità di uscita con calcolo contributivo;

8 ) bonus contributivo mamme (come per Ape) anche per pensionamento di vecchiaia;
9) abrogazione del biennio di attesa per il TFS dei dipendenti pubblici parificandoli ai privati;
10) cumulo gratuito valido per tutte le opzioni di uscita anticipata (OD, esodati etc.);
11) applicazione del bonus Renzi di 80 € ad ogni tipo di pensione o, in subordine, diminuzione delle aliquote Irpef.
12) separare i bilanci di spesa previdenziale e assistenziale, detraendo dal bilancio previdenziale la contribuzione Irpef

Mi rendo conto di essere stato alquanto prolisso e, in qualche punto, non aver mantenuto fede al mio proposito di economicità, ma ho cercato di elencare i punti maggiormente qualificanti da un punto di vista sociale. Quel che non è possibile ottenere presto non è detto che non lo si possa avere successivamente.

Auspico naturalmente altre iniziative squisitamente politiche che esulano da questo contesto ma che possano incentivare un ammorbidimento della necessità di procrastinare continuamente il pensionamento, quali quelle di una sempre maggiore occupazione che possa far aumentare le entrate verso l’INPS e, nel contempo, far diminuire il numero degli aventi diritto ad uscite assistenziali”.

Questo il testo che ho presentato al prof. Leonardi ed alla sua validissima collaboratrice. Dopo una disamina della situazione politica nazionale, che purtroppo ci fa intravvedere il rischio che tutto quanto fatto di buono possa essere gettato alle ortiche invece che ampliato ed arricchito, abbiamo convenuto su un maggiore scambio di informazioni e di idee, ho prospettato i punti di vista del gruppo CODS di Orietta Armiliato e il comitato esodati di Elide Alboni (delle quali ho lasciato il numero telefonico)”.

Il parere di Leonardi sulle proposte avanzate da Mauro D’Achille.

Aggiunge D’Achille: “Poi siamo andati ad analizzare punto per punto il mio scritto.
Sul punto 1) ci siamo trovati d’accordo, specialmente per la misura dei precoci che, in quanto strutturale, dovrebbe essere assimilata nella tempistica alle uscite anticipate per anzianità; mentre per l’ape, auspicando che anch’essa venga strutturalizzata, è più complicato avendo un fondo oltre il quale non si può sforare.

2) e 7): possibilità di allungare i tempi di erogazione della Naspi per gli over 55;
3) aggiungere i lavori gravosi agli usuranti è troppo complicato, essendo una modifica legislativa che andrebbe a coinvolgere anche Inail e Istat. Quindi si cercherà di ampliare ulteriormente la platea dei lavori gravosi; 

4) la percentuale del 74% è un dato di fatto collegato anche alla erogazione dell’assegno di invalidità, quindi abbassandolo si correrebbe il rischio di aprire una vertenzialita’ con l’INPS ed avrebbe costi elevati;
5) questa richiesta è stata immediatamente riconosciuta meritevole di attenzione, magari con un dimezzamento dei cinque anni di anticipo. Si potrebbe iniziare con l’anticipo prima sulla uscita per vecchiaia e subito dopo anche per la anzianità. Cmq, massimo impegno
D’accordo su tutto per i restanti punti.

Naturalmente dobbiamo tener conto che queste sono le intenzioni del PD, staremo a vedere quelle del nuovo Governo se coincideranno. Il rischio concreto è che, pur di mantenere gli impegni assunti in campagna elettorale, vengano spostate somme dalla assistenza alla previdenza con le ricadute su ape, naspi, invalidità, scuola, sanità, etc. e non ultimo, la possibilità di un ricalcolo interamente contributivo di tutte le pensioni in prossima liquidazione, con diminuzione dell’assegno del 30-40%”.

In conclusione D’Achille si è detto molto soddisfatto:”La riunione, durata oltre un’ora, è stata assolutamente cordiale e con la piena volontà di capire il punto di vista esposto e venire incontro alle richieste fattibili. Una bella esperienza, che conto di ripetere a breve”. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.