Riforma pensioni, le ultime novità su Quota 100 ad oggi 30 ottobre 2018

Riforma pensioni 2018. Ultime novità su legge Fornero e spesa previdenziale

Riforma delle pensioni: promesse elettorali e sostenibilità. In attesa di conoscere quale sarà il destino della legge Fornero sulle pensioni, è entrato nel dibattito Marco Leonardi, consigliere economico del Governo Gentiloni. L’economista ha osservato: “Gli altri partiti in campagna elettorale hanno fatto promesse incredibili sulle pensioni (1000 euro al mese per tutti, abolire la Fornero e via discorrendo). Intanto la popolazione italiana va diminuendo perché ci sono pochi nuovi nati. E tutte le istituzioni italiane ed europee che sanno far di conto ci invitano alla prudenza”.

Leonardi ha voluto sottolineare in un post ufficiale:”Siccome ne vedremo delle belle, segnatevi che questo Governo lascia la spesa pensionistica sotto controllo nonostante la demografia avversa. E allo stesso tempo siamo due volte di sinistra perché: oggi i disoccupati, gli invalidi e i lavoratori gravosi possono anticipare la pensione; non carichiamo il debito sui giovani”.L’economista ritiene che le modifiche alla legge Fornero debbano avvenire “solo a piccoli passi”

Riforma delle pensioni: il punto di Marco Leonardi.

Leonardi ha svolto un’analisi della fattibilità di ulteriori riforme in tema di pensioni in un articolo pubblicato sul Messaggero. Per l’economista non serve separare l’assistenza dalla previdenza, creando due differenti capitoli di spesa, per dimostrare che è possibile ritoccare l’attuale impianto del sistema previdenziale. Leonardi ha osservato che tutti i paesi europei, come riportato d fonti Eurostat, hanno sistemi di classificazioni simili a quello italiano.

Il motivo per i quali l’Italia non può permettere l’aumento indiscriminata della spesa previdenziale è innanzitutto di natura demografica. Leonardi ha affermato che secondo le previsioni del gruppo di lavoro europeo, di cui fa parte anche la Ragioneria generale dello Stato, l’attuale l’andamento demografico, abbinato con la scarsa crescita del PIL avranno effetti negativi sulla sostenibilità della spesa previdenziale.

“Se fino ad oggi si prevedeva una spesa previdenziale con un’incidenza massima del PIL nel 2030, con le nuove previsioni si arriva fino al 18% nel 2014”, ha chiarito Leonardi. “Anche considerando i soli dati demografici”, ha aggiunto, “è possibile osservare come il numero di pensioni in rapporto al numero di occupati è destinato a peggiorare“. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.