Riforma pensioni 2018: flessibilità in uscita e lavori usuranti

Pensioni e legge Fornero, sono temi inscindibili nei dibattiti in materia previdenziale. E’ intervenuto nel dibattito sulla riforma delle pensioni il segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone. Per il leader sindacale: “È urgente mettere mano alle pensioni, smantellando la riforma Fornero che, oltre ad aver inventato la categoria dei cosiddetti esodati, ha innalzato l’età pensionabile di fatto a quota 67 anni, mortificando il lavoratore e impendendo il naturale turnover generazionale”.

Secondo Capone: “È forse questa la causa principale della disoccupazione giovanile che ha raggiunto il 34,7%. Occorre una rivoluzione di carattere culturale che ponga il tema dell’occupazione giovanile al centro dello sviluppo economico del sistema-Paese”.

Riforma delle pensioni: flessibilità in uscita e lavori usuranti.

Nel focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio:”I requisiti ridotti di pensionamento per i lavori «particolarmente faticosi e pesanti»: le novità introdotte con la legge di bilancio per il 2018″, vengono esaminate le novità introdotte con la Legge di bilancio 2018 in tema di pensioni, con riferimento all’ampliamento della platea di lavoratori che svolgendo mansioni “particolarmente faticose e pesanti” possono beneficiare della sospensione dall’incremento dei requisiti di pensionamento previsto dalla riforma “Fornero” per il 2019 in connessione con l’aumento dell’aspettativa di vita.

Nel focus viene osservato che “nell’ultimo decennio si è assistito a un graduale depotenziamento delle deroghe per interi settori/comparti a favore di quelle per tipologie di lavoro gravose e usuranti. Ciò tuttavia è avvenuto senza un disegno complessivo sufficientemente omogeneo e stabilendo requisiti di accesso all’agevolazione differenti a seconda della tipologia”.

Il dossier sottolinea che “il disegno di queste deroghe non appare fondato su analisi preliminari volte a quantificare l’effettiva difficoltà a proseguire nel tempo lo svolgimento di attività particolarmente gravose e pericolose o la differente aspettativa di vita connessa allo svolgimento di particolari attività lavorative. Non è d’altronde semplice “fissare l’asticella” per trovare e mantenere nel tempo un equilibrio tra numero e portata delle deroghe e necessità di non indebolire l’architettura generale del sistema pensionistico compromettendone gli obiettivi di sostenibilità”.

Per l’Upb ritiene, inoltre, che “la Commissione tecnico-scientifica sulle occupazioni “usuranti” e “gravose”, istituita dalla legge di bilancio per il 2018, potrebbe avere un ruolo determinante nell’identificazione di tali attività secondo criteri il più possibile oggettivi e quindi nel fornire indicazioni su come razionalizzare l’insieme delle agevolazioni. Tuttavia, i tempi di attività previsti per la Commissione (i risultati dovranno essere disponibili entro fine settembre del 2018) sembrano troppo brevi per affrontare una tematica così complessa”. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.