Riforma pensioni 2018: le news su pensione anticipata, flessibilità, ape, opzione donna, vitalizi

Rivedere il Jobs Act e superare la legge Fornero, questo è l’impegno preso da Luigi Di Maio, neo ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, assunto e ribadito pochi giorni fa dal palco della manifestazione M5S del 2 giugno. “Nulla sarà semplice ma ora abbiamo il potere di cambiare le cose”. E rilancia: “Dobbiamo metterci a lavoro per creare lavoro e dare una pensione a chi ha lavorato una vita“.

Parlando di lavoro, il neo ministro dice: “Deve esistere un salario minimo orario”. E ancora: “Il lavoro non può essere un lavoro iperprecario , il Jobs Act va rivisto. Dobbiamo dare la possibilità alle persone di crearsi un futuro”.

Quota 100 e taglio dei vitalizi i punti cardine del nuovo governo sul fronte riforma delle pensioni.

Riguardo alle pensioni, Di Maio sottolinea: “Dare una pensione a chi ha lavorato una vita significa superare la legge Fornero. Mi ci metterò a lavoro con tutte le mie forze con quota 100“.

E nel corso di un comizio a Ragusa rilancia l’abolizione dei vitalizi, uno dei cavalli di battaglia del programma pentastellato: “Una delle prime cose che faremo è abolire i vitalizi perchè la delibera è già pronta, Roberto Fico ci ha lavorato per due mesi mentre si formava il governo”.

Toglieremo le pensioni privilegiate degli ex parlamentari a chi non le meritava. Poi possono pure fare tutti i ricorsi che vogliono” ha aggiunto.

Opzione donna, Ape, pensione anticipata, età pensionabile: le ultime considerazioni di Cesare Damiano.

Le prime considerazioni e rilievi sulle novità proposte dal governo sul fronte delle pensioni vengono fatte da Cesare Damiano, esponente del Pd, che commenta così le idee di Luigi Di Maio sul fronte previdenziale: “Secondo alcuni quotidiani Di Maio si appresterebbe a intervenire su Opzione Donna, Quota 100, sui 41 anni di contributi e sulla cancellazione dell’Ape”, l’anticipo pensionistico.

Su Opzione Donna (prepensionamento per donne di 57,3 anni se dipendenti e 58,3 se autonome, con 35 anni di contributi, ndr) la cui sperimentazione andrebbe proseguita oltre il 31 dicembre 2015, condivido: volevamo farlo anche noi. Bisogna solo trovare le risorse”, spiega l’esponente Pd.

Ed aggiunge:“Su Quota 100 (possibilità per i lavoratori di andare in pensione quando la somma dell’età anagrafica e degli anni di contributi versati è pari almeno a 100, ndr), se fosse vero che parte da 64 anni di età, questa scelta rappresenterebbe una penalizzazione per chi svolge attività gravose perché questi lavoratori possono andare in pensione a 63 anni con Quota 99 (63 più 36 di contributi). Non solo, per chi è disoccupato o ha un familiare disabile a carico, i contributi scendono a 30 anni (Quota 93).

Per le donne, poi, c’è uno sconto ulteriore di un anno per ogni figlio (massimo 2 anni), che porta i contributi necessari a 28 anni (Quota 91). Inoltre, non bisogna dimenticare sempre per queste 15 categorie di lavoratori, che svolgono attività gravose, c’è anche il blocco dell’aggancio dell’età della pensione all’aspettativa di vita.

Eliminare l’Ape sociale sarebbe, dunque, molto dannoso per una vasta platea di lavoratori. Si tratterebbe, al contrario, di renderla strutturale”.

Abolizione dell’Ape Volontaria un danno per le donne con carriere discontinue.

Se poi questa scelta dovesse cancellare anche l’Ape volontaria, che prevede alcune penalizzazioni, toglieremmo la possibilità di andare in pensione a 63 anni con soli 20 di contributi. È una possibilità che favorisce chi ha svolto lavori discontinui, in particolare le donne.

Come si vede, le pensioni vanno maneggiate con cura, altrimenti si può peggiorare la situazione. Infine, per quanto riguarda i 41 anni di contributi, sono d’accordo. Era una norma contenuta nella proposta di legge Damiano-Gnecchi che ha trovato nella scorsa legislatura una risposta parziale”, rimarca Damiano.

Riforma pensioni ed abrogazione legge Fornero: le riserve di Tito Boeri.

Continua ad essere contrario all’abolizione della Legge Fornero, il presidente dell’Inps Tito Boeri, che sottolinea gli effetti negativi della sua abrogazione, e torna a lanciare l’allarme sui conti pubblici messi a rischio dagli annunci di revisione della riforma delle pensioni.

A margine dell’evento della tavola rotonda di apertura del tredicesimo Festival dell’Economia di Trento, Boeri ha detto: “Se continuiamo a spendere sempre di più nelle pensioni senza pensare alle emergenze sociali mettiamo a repentaglio i conti pubblici e rischiamo di gonfiare ulteriormente il nostro debito pubblico”.

“L’abolizione della Fornero porterebbe ad un aumento del debito implicito fino a 100 miliardi”. Boeri ha ribadito la sua posizione anche nel corso del suo intervento alla tavola rotonda inaugurale del Festival.

Le proposte sulle pensioni così come scritte costano molto di più di quanto si dice. Quindi si dica chiaramente cosa si farà e cosa no. Non solo in Europa anche i nostri concittadini che hanno titoli di Stato italiani, noi tutti siamo preoccupati della sostenibilità del nostro debito pubblico, ha concluso Boeri. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.