Riforma pensioni, Quota 100 e nona salvaguardia degli esodati, le ultime novità

Importanti novità sulle pensioni potrebbero venire dall’incontro del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, previsto per il prossimo 10 dicembre. Il Governo sembra voler dare priorità all’introduzione di Quota 100, dando la possibilità di andare in pensione una volta raggiunti i 38 anni di contributi e versati ed un’età anagrafica minima di 62 anni.

L’entrata in vigore di questa nuova misura per le pensioni anticipate, servirà, secondo l’Esecutivo, a liberare  posti di lavoro per i giovani. A conferma di ciò, il Vice ministro all’economia, Massimo Garavaglia, in Commissione Bilancio alla Camera, ha affermato:”Serve accelerare le procedure dei concorsi proprio in vista di Quota 100, perché toglie un tappo forte”.

Pensioni e lavoro: soddisfazione dell’Ugl per il vertice Governo-sindacati

“La volontà del Governo di incontrare le parti sociali sul tema della legge di bilancio è certamente una buona notizia che testimonia la determinazione dell’esecutivo di dialogare e accogliere eventuali suggerimenti utili a evitare scelte poco ponderate che rischiano di allargare le disuguaglianze, soprattutto sul lavoro e sulle pensioni”, ha affermato in una nota il segretario generale del sindacato UGL, Paolo Capone, che nei giorni scorsi ha espresso un parere positivo sulla manovra economica che “consente di assecondare la crescita economica e di superare la politica di austerità imposta al nostro Paese, ancor prima che dalla Ue, dal nostro debito pubblico e dalla dinamica dello spread”.

Gli esodati non salvaguardati attendono risposte sulla nona salvaguardia. 

Nel corso del’incontro del 10 dicembre 2018 I sindacati esporranno al Premier le loro proposte su pensioni e lavoro da inserire nella Legge di Bilancio 2019. Il Comitato “Esodati Licenziati e Cessati” ha chiesto a Cgil, Cisl e Uil di rendersi portavoce del dramma degli esodati non salvaguardati, che attendono da tempo di vedere “terminare il loro assurdo calvario”.

Elide Alboni, amministratrice del Comitato “Esodati Licenziati e Cessati”, ha rivendicato la necessità di separare la questione degli esodati in attesa di salvaguardia da altre questioni riguardanti la previdenza, come la proroga di Opzione donna.

Voi tutti sapete ormai come da almeno quattro anni le Commissioni ed i sindacati più qualche vostro rappresentante esterno amino unire il vero ERRORE della riforma Fornero – GLI ESODATI-( a cui imponendo RETROATTIVITÀ e sopprimendo il TRANSITORIO ha letteralmente sconvolto e rovinato la vita ! ) con un altra tematica che nulla ha a che vedere se non una possibilità parallela alla quiescenza per quelle ” poche” donne che entro il 6 dicembre 2011, finite nell’ ESODO” ovvero senza più lavoro , avevano comunque 35 anni di contributi da lavoro …. le pochissime donne in queste condizioni potevano, autopenalizzandosi in un regime contributivo secco, andare in pensione con la opzione donna legge del 2004 che con l’ art.243 ed il comma 9 consentiva questa via di salvezza se 57/58 enni . Fu adottato da pochissime- ripetiamo- per l’impossibilità del montante contributivo che carriere discontinue non consentivano”, ha affermato.

“Ricordiamo il tutto per mettere in evidenza come da allora fu politicamente —strana— ma non incomprensibile— l’amalgama tra le due tematiche previdenziali seppure nulla avessero in comune se non, ad un certo punto nel 2015, dove attingere risorse che OD doveva avere dal 2004 ma che ritrovandosi il loro fondo prosciugato , nel 2015 il bilancio risolse la iniziale procedura , prelevando dal fondo esodati con due tranche fino a 209mln. Da qui il fondo esodati espugnato per una giusta causa diventò il fondo di San Patrizio e rideterminazione dopo rideterminazione dei nostri “poveri massacrati numeri/persone” causa “paletti senza dignità ed umanita” su categorie date e quanto altro …. si è arrivati ad OGGI”, ha aggiunto Alboni .

L’amministratrice del Comitato “Esodati Licenziati e Cessati ” ha osservato: “MA ancora con sgomento riscontriamo come il PADRE di tutti gli errori della riforma Fornero venga # spostato non sappiamo più se per vergogna averlo portato a sette anni con persone al dramma o , peggio, per grave incapacità di chi se ne doveva e deve occupare. Quindi riflettendo sorge e si cementa una convinzione : ci hanno così stranamente , per i motivi sopra descritti, uniti ad opzione donna che un passaggio dell’ articolo fa pensare come una politica distratta, sindacati stanchi dei nostri sempre più piccoli numeri ecc …. in quel passaggio ci sia una nicchia con dentro 6000 famiglie speranzose vedere terminare il loro assurdo calvario”.

“Vedremo cosa sapranno capire e come sapranno agire i GARAVAGLIA I DURIGON LE SPADONI E IL 10 dicembre I I SINDACATI con il presidente Conte . Per tutti loro è “prova del nove” di buona o cattiva politica e di buona o cattiva concertazione !!! Qui 6000 persone con il fiato corto per il SETTIMO NATALE !!! “, ha precisato Alboni.