Formula Uno, Gp Ungheria: il silenzio della Ferrari e il rinnovo di Ricciardo

F1, Gp Ungheria: il silenzio della Ferrari e il rinnovo di Ricciardo

La Ferrari in Ungheria sceglie il silenzio in rispetto del ricordo di Sergio Marchionne ma la perdita è palese e importante. La missione di Sebastian Vettel così è vincere per lui ma anche per il mondiale visto che i punti da recuperare a Lewis Hamilton dopo l’errore in Germania sono 17.

Con un occhio anche alle Red Bull. Intanto l’australiano della Red Bull Ricciardo non scioglie i dubbi sul nuovo contratto che dovrebbe legarlo alla Red Bull per le prossime due stagioni. E scherza: “Io voglio un solo anno? Magarai tra un anno in MotoGP”. Nessuna nuova power unit per la sua RB14: “Sarà quella di Monaco”.

La power Unit della Red Bull di Ricciardo e la voglia di rivincita di Vettel.

Nel paddock del Mondiale di Formula 1 si continua a discutere del contratto di Daniel Ricciardo. La firma sembra ormai imminente, ma restano i dubbi sulla durata della nuova intesa tra l’australiano e la Red Bull. dubbi che nemmeno Ricciardo è pronto a sciogliere, dribblando le domande sull’argomento con la solita ironia: “Se io voglio un anno di contratto e Red Bull due? Chi l’ha detto? Non lo so, vediamo. Chi lo sa forse, c’è un posto in MotoGP fra un anno per me. E questo è importante, vediamo”.

Sulla power unit in Ungheria Ricciardo afferma: “Non ho bisogno di nuova power unit. Meglio, perché voglio stare davanti tutto il weekend. Penso che il motore sarà quello di Monaco”.

In Ungheria la squadra Ferrari ha scelto il silenzio, le bandiere a mezz’asta nel paddock e una fascia nera sul braccio e sulle due monoposto per ricordare Sergio Marchionne. Sul tortuoso Hungaroring l’unica cosa che conta è la monoposto: telaio e carico aerodinamico hanno sempre fatto e faranno la differenza. Mercedes forse quella che giocherà più in difesa, pensando alla pista, ma non Lewis Hamilton. L’uomo delle rimonte e il pilota che più sta facendo la differenza.

Invece per Sebastian Vettel l’Hungaroring è il terreno giusto per cercare subito una rivincita: emotiva per il lutto che la sua squadra sta vivendo e personale ovviamente. L’errore di pochissimi giorni fa, se pur piccolo come lo ha considerato lui, potrebbe essere pesantissimo alla fine di questo mondiale. L’unica opzione possibile qui, ultimo appuntamento prima della pausa estiva, è vincere.