Manovra correttiva, flat tax, Ue: le ultime dichiarazioni di Salvini

Manovra correttiva, flat tax, Ue: le ultime dichiarazioni di Salvini

In questi giorni in cui è in corso una difficile trattativa con l’Ue per evitare la procedura d’infrazione, Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha spiegato ai  giornalisti, a margine della festa della Guardia di Finanza che “non ci sarà alcuna manovra correttiva”. “Prima vengono le garanzie per gli italiani e poi per tutti gli altri”, ha precisato il ministro Salvini.

A proposito della flat tax ha osservato che “servono almeno 10 miliardi al ribasso, facciamo anche 15“, ma ha precisato che “i  soldi ci sono, basta volerli usare”. “Non permetteremo che da Bruxelles qualcuno impedisca la crescita dell’Italia“, ha puntualizzato. Pe rtrovare le risorse disponibili, il condono “è una parte del tutto, ma sicuramente non è la parte centrale”.

Salvini e la procedura d’infrazione 

Il Ministro dell’Interno al Festival del Lavoro ha toccato il tema della procedura d’infrazione per deficit eccessivo che potrebbe essere aperta dall’Ue nei confronti dell’Italia. “Evitare la procedura d’infrazione è l’obiettivo, spero, di tutti, ma non a ogni costo“, ha puntualizzato, sottolineando che si tratterebbe ” evidentemente, un attacco politico basato su un’antipatia politica e non sui numeri”.

Salvini vorrebbe un’accelerazione sulla Legge di Bilancio 2020. “E’ chiaro che è un momento difficile ma anche un momento storico. Più siamo a ragionarci e meglio è. Io farei la manovra il prima possibile, la farei entro la fine dell’estate e no, poi non voglio andare a votare, lasciamo tranquilla la gente“.

Le precisazioni di Conte

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha chiarito le modalità con cui  verrà portata avanti  la trattativa con l’Ue.:Quando io mi muovo, non per ragioni personali ma istituzionali rappresento l’Italia, una potenza del G7 e ne sono orgoglioso. Ho fatto 37 missioni, forse ora 38,39, e chi mi ha incontrato può testimoniare che non ho mai avuto l’atteggiamento di chi ha il cappello in mano. Io il cappello non lo porto, non lo porto nemmeno a Bruxelles”.

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