Pensioni, Legge di Bilancio 2020, continua il dramma degli esodati non salvaguardati. Le richieste al Governo

Esodati non salvaguardati: il 27 giugno indetto presidio davanti al Ministero del lavoro

La questione degli esodati non salvaguardati è stata portata nuovamente alla ribalta da Gabriella Stojan, coordinatrice del Comitato 6.000 Esodati Esclusi in un’intervista rilasciata questa mattina a Radio Cusano Campus. Stojan ha ribadito la richiesta al Governo di inserimento nella Legge di Bilancio 2020 di un provvedimento per la riapertura dell’Ottava Salvaguardia per gli ultimi 6.000 esodati esclusi dalle salvaguardie pensionistiche varate nel corso degli anni.

La coordinatrice del Comitato 6.000 Esodati Esclusi nell’intervista ha toccato anche il tema delle risorse necessarie per risolvere definitivamente la questione degli esodati non salvaguardati. “Quello che abbiamo ipotizzato noi sarebbero all’incirca poco più di 300 milioni”, ha dichiarato, sottolineando che erano stati stanziati dei fondi per gli esodati, utilizzati successivamente per altri scopi, dei quali, “poi, se ne sono perse totalmente le tracce”. Dall’Ottava salvaguardia “si sono dimenticati completamente di noi”, ha rimarcato Stojan. “Tra l’altro sono avanzate delle risorse dal mancato utilizzo di Quota 100, quindi non si tratterebbe neanche di fare chissà quale sforzo esagerato per il Bilancio dello Stato chiudere la questione degli esodati”, ha puntualizzato.

La questione irrisolta degli esodati non salvaguardati

“Ad un anno e mezzo dall’inizio di questa Legislatura, nonostante le numerose promesse e rassicurazioni ricevute, ma non mantenute, da TUTTI i partiti delle maggioranze governative, gli ultimi 6.000 Esodatiancora non hanno visto loro riconosciuta la GIUSTIZIA SOCIALE dovuta dalle Istituzioni alle PRIMISSIME VITTIME DELLA LEGGE FORNERO”, ha dichiarato il Comitato 6.000 Esodati Esclusi in un comunicato.

“In Commissione Lavoro della Camera giace, dallo scorso 9 settembre, l’interrogazione nr. 5/02702 presentata dall’On. Walter Rizzetto e indirizzata al Ministro del Lavoro in cui si solleva la questione dei 6.000 Esodati e si chiedono urgenti notizie sul provvedimento da emanare per la loro Salvaguardia definitiva. Interrogazione alla quale il Ministro – mentre l’iter della Legge di Bilancio corre verso la sua conclusione – non ha tuttora dato alcuna risposta” si precisa in una nota. “Dobbiamo purtroppo rilevare con esasperazione che anche nella stesura della Legge di Bilancio 2020 la Salvaguardia degli ultimi 6.000 Esodati è ASSENTE“, ha puntualizzato il Comitato 6.000 Esodati Esclusi.

Le richieste del Comitato 6.000 Esodati Esclusi

E’ sconcertante che questo Governo si preoccupi di “non creare altri esodati con la quota 100” mentre contemporaneamente non ha ancora sanato la TRAGEDIA degli Esodati ante Fornero: 6.000 CITTADINI e le loro famiglie lasciati senza reddito e senza pensione nella terra di nessuno dal 2011! E’ altrettanto preoccupante che si impegni a prevedere tutte le forme di prepensionamento possibili che interessano lavoratori nati ormai all’inizio degli anni ’60, quando gli ultimi Esodati – nati ancora negli anni ’50! – sono dimenticati e accantonati come un “danno collaterale” della Fornero: vittime sulle quali è stata messa una pietra tombale, sepolti vivi in quanto evidentemente a loro parere non ancora sufficientemente vecchi per andare in pensione”, ha osservato il Comitato 6.000 Esodati Esclusi.

Il Comitato  chiede l’inserimento “con la massima priorità nella Legge di Bilancio 2020, a sanatoria della grave DISCRIMINAZIONE contenuta nell’Ottava Salvaguardia, il provvedimento di riapertura dei termini di quella Salvaguardia per TUTTE le categorie di Esodati in essa incluse (e non solo per una) che maturano il requisito pensionistico entro il 31/12/2021″, precisando che “agli Esodati non sono applicabili Quota 100, APE Social, Opzione Donna né altre eventuali misure per carenza di requisiti essendo la loro contribuzione rimasta bloccata ante la Legge Fornero”.

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