Pensioni 2018: quali prospettive per gli esodati non salvaguardati?

Continua incessante il lavoro del “Comitato Esodati Licenziati e Cessati”, che spinge per la predisposizione della nona e definitiva salvaguardia dei seimila esodati esclusi dalle otto salvaguardie già varate. Una delegazione del “Comitato Esodati Licenziati e Cessati” composta da Elena Furgeri, Roberta Zangrilli e Paolo Papa, è stata ricevuta dal Presidente della Camera, Roberto Fico ed ha sottoposto alla sua attenzione l’annosa vicenda.

L’incontro è stato definito “costruttivo” dai rappresentanti del Comitato per quanto riguarda l’istanza della nona salvaguardia. Il presidente Fico ha manifestato il suo interesse, segnalando l’avvenuto incontro sul suo profilo Facebook. “È un tema che necessita la massima attenzione. Nonostante diversi interventi legislativi successivi alla riforma Fornero, restano ancora migliaia di persone non salvaguardate. A queste occorre dare risposte”, ha dichiarato.

La scorsa settimana Elide Alboni, amministratrice del “Comitato Esodati Licenziati e Cessati” e Mauro D’Achille, amministratore del gruppo “Lavoro e pensioni: Problemi e soluzioni”, hanno incontrato il senatore del Partito Democratico Tommaso Nannicini. Sul tema degli esodati e l’urgenza di predisporre la nona salvaguardia, Alboni ha affermato che Nannicini è convinto del fatto che la vicenda vada chiusa, “considerato anche il numero relativamente esiguo delle posizioni da risolvere e si è impegnato a valutare la possibilità di inserire la questione nel primo disegno di legge alla commissione Lavoro del Senato alla quale sicuramente prenderà parte”.

Nona salvaguardia per gli esodati: la fine di un calvario.

L’amministratrice del “Comitato Esodati Licenziati e Cessati” ritiene la nona salvaguardia per gli esodati rimasti esclusi non una novità, “ma è conclusione di logica costituzionale ed indispensabile per chiudere un calvario”.

Mentre prosegue la stesura del contratto di governo tra il Movimento Cinque Stelle e la Lega, Alboni si chiede “per tranquillità dei 6000 coinvolti”, se non sarebbe bene che la nona salvaguardia venisse inserita ufficialmente nel documento. I temi d’intervento in materia previdenziale all’attenzione di un Esecutivo frutto di tale contratto sono il superamento della legge Fornero e l’introduzione di un sistema di quote per l’accesso alla pensione. Si parla in particolare di Quota 100, quale somma di età anagrafica e contributi versati  e Quota 41, dove 41 sono gli anni di contribuzione.

Luigi Metassi, amministratore del “Comitato Esodati Licenziati e Cessati” ha precisato che tali misure non possono essere utili per gli esodati non salvaguardati. “Questo Comitato ha sempre negato l’utilità, nei confronti degli esodati, di soluzioni quali quota 100 e 41. Queste soluzioni, oggettivamente ritagliate a misura di precoce, non possono trovare applicazione nei confronti di chi abbia lasciato il lavoro traguardando quote inferiori che oggi è nella materiale impossibilità di incrementare”, ha chiarito. L’unica possibilità è quella di “un provvedimento mirato e rapido come solo per decreto ministeriale è possibile disporre”, ha sottolineato Metassi.

Alboni a proposito della nona salvaguardia  ha osservato: “Saggiamente chi tra M5S e Lega ha lungimiranza politica ( Tancredi Turco, Segneri, ecc e GianMarco Senna, Massimiliano Fedriga ecc ) sa quanto utile chiudere l’annoso doloroso # calvario degli #esodati#antefornero con poca spesa ( sui 300milioni tra l’altro residuo del precedente finanziamento dell’ VIII che seppur trasferiti impropriamente sul FOSF dall’ incauto MdL del governo Gentiloni , può tornare come risorsa dedicata all’attuazione della IX salvaguardia definitiva e conclusiva CON UNA SEMPLICE PARTITA DI GIRO , ….cosa che lo stesso senatore Nannicini giovedì scorso dava come la cosa più semplice)”

“L’operazione , ….del decretare la#nona#salvaguardia con Decreto Ministeriale nell’immediato insediamento delle commissioni e #prima dell’ estate …. ha molta resa popolare e mediatica….. in attesa di sviluppi su faccende previdenziali più dibattute e costose”, ha osservato.

Alboni ha incalzato: “Anche a Bruxelles la nona salvaguardia definitiva è ben accolta perché da una nostra visita dello scorso anno e lungo colloquio con il segretario di Jean-Claude Juncker ( presidente della Commissione Europea ), guardano con stupore alle diseguaglianze perpetuate in ottava e tifano per una equa chiusura del #grave#primo#vulnus della riforma Fornero, che loro riconoscono come grave”. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.