Proroga di Opzione donna, le ultime novità. Le richieste del CODS

Pensioni anticipate, oggi 1 marzo 2018. Le ultime novità su Opzione donna

Il Governo formato dal M5S e dal PD ha garantito il suo impegno a prorogare la misura per le pensioni anticipate al femminile nota come “Opzione Donna” in occasione della Legge di Bilancio 2020. “Finalmente la proroga di Opzione Donna è realtà! Ci siamo impegnati tanto affinché questo importante istituto previdenziale fosse rinnovato. Ce lo chiedevano a gran voce tante donne… quelle donne che si sono sempre sacrificate, dividendosi tra lavoro e famiglia.

Ed ora è arrivata la conferma: nella Nota di aggiornamento al Def, documento di Economia e Finanza, c’è un esplicito passaggio al rinnovo di questa misura, frutto dell’impegno del Governo e delle Commissioni parlamentari competenti che hanno premiato la dedizione di molte lavoratrici che ora potranno godersi la meritata pensione!”, ha dichiarato recentemente via social Maria Pallini, deputato del M5S e membro della Commissione lavoro alla Camera.

Proroga di Opzione donna: le dichiarazioni del M5S

In un video pubblicato su Facebook,  il vice presidente della Camera Maria Edera Spadoni del M5S, a proposito di Opzione donna ha dichiarato:”Noi ci aspettiamo che si riesca anche a prorogare per il prossimo anno. Noi il nostro ce lo metteremo, chiaramente in sinergia con il Governo. Speriamo di avere delle notizie positive”. “Noi lotteremo affinché la proroga entri anche nella Legge di Bilancio”, ha puntualizzato l’On.Pallini.

Armiliato: “La proroga dell’opzione donna non può e non deve essere assoggettata al di anno in anno”

Orietta Armiliato, amministratrice del Comitato Opzione Donna Social ritiene che non si possa “programmare il futuro in assenza di leggi stabili o che non abbiano vigenza nel medio/lungo periodo”.”La proroga dell’opzione donna non può e non deve essere assoggettata al “di anno in anno”, ha dichiarato Armiliato, la quale spinge affinchè la misura per le pensioni anticipate al femminile venga portata “con un unico provvedimento alla sua logica scadenza, ossia all’anno 2023“. Per l’amministratrice del CODS si tratta di “una questione di rispetto sia per le donne sia per il loro contesto socio-familiare”.

Proroga di Opzione donna al 2023: l’iniziativa del CODS

Dopo la lettera indirizzata al sottosegretario al Ministero del Lavoro Francesca Puglisi del PD, Orietta Armiliato ha scritto al sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Stanislao Di Piazza del M5S in qualità di amministratrice del CODS,  sottoponendo la richiesta di estensione di Opzione donna fino all’anno 2023.

” Sto portando avanti l’istanza che vorrebbe NON vedere attuato, relativamente alla proroga della misura dell’Opzione Donna capitolo inserito nell’attuale programma governativo e annunciato nel testo della NaDef funzionale alla stesura dell’imminente Ldb, il sistema che vede prorogare la misura con il barbaro metodo del “di anno in anno”, una pessima pratica legislativa, che non consente pianificazioni di nessuna natura, proprio negli anni in cui le lavoratrici vanno incontro ad una sempre maggiore fragilità sia fisica sia emotiva.

Ciò detto, quello che noi chiediamo è che vi sia l’estensione di questa misura fino a comprenderne la sua logica applicazione che è stata reputata essere efficace fino all’anno 2023, dopodiché come naturalmente lei meglio di me sa, non avrebbe più valenza per via del metodo di calcolo applicato per chi sceglie di aderire (contributivo puro), chiediamo dunque, che l’istituto si proroghi in un’unica soluzione fino alla sua chiusura tombale”, ha affermato Armiliato.

“Considerato che, durante una delle ultime trasmissioni in onda su LA7 “diMartedí” alla presenza del Presidente Tridico é stato evidenziato che una proroga di questo istituto al 2023 appunto costerebbe complessivamente 2 miliardi di euro (quindi 400mil anno) riteniamo che la nostra non sia una proposta mirabolante ma, altresì, percorribile ed utile alle donne che desiderano (o devono….) sceglierla, anche in virtù dei significativi minori costi rilevati per l’utilizzo di Quota 100 che ha un fondo già stanziato e che, anche visto in proiezione, è risultato essere più che capiente”, ha precisato l’amministratrice del CODS.