Proroga Opzione Donna e Riconoscimento dei lavori di cura: il punto del Comitato Opzione Donna Social

Proroga Opzione Donna e Riconoscimento dei lavori di cura: il punto del Comitato Opzione Donna Social

Orietta Armiliato, amministratrice del Comitato Opzione Donna Social, in un post pubblicato ieri sulla pagina del gruppo ha espresso la sua posizione in merito alle recenti dichiarazioni dell’on. Maria Pallini, relativamente alla proroga dell’istituto Opzione Donna, ed al mancato riferimento al progetto di legge della collega Elena Murelli: «Chiaro che il “di anno in anno” che il CODS da sempre contesta, piace solo a qualche soggetto dotato di miopia (o egoismo o disinteresse o interesse personale) ed anche l’On.Pallini (M5S) non ci dice proprio nulla di puntuale, in merito alla possibile proroga di OD per uno, due o più anni. Eppure, sarebbe stato quanto meno auspicabile che la Pallini sostenesse la sua collega Elena Murelli (Lega) rispetto a quanto la stessa ha sottoscritto nella sua Pdl…a mio avviso, siccome governano assieme, (ma Governano assieme?) avrebbe dovuto quanto meno riferire all’operato della collega, in modo da dare senso ed equilibrio al loro condiviso intento e soprattutto, al loro comune lavoro».

Verso il riconoscimento a fini previdenziali dei lavori di cura.

La Armiliato ha apprezzato, invece, le parole rilasciate dal sottosegretario Claudio Durigon nell’intervista curata da Erica Venditti per il sito Pensionipertutti.it, in cui ha parlato di una proroga della misura Opzione Donna che sia il più possibile inclusiva: «Grazie Sottosegretario sia da parte mia sia delle circa 5200 donne che tramite il CODS rappresento. Apprezziamo molto il fatto che lei voglia sostenere un’estensione quanto più possibile inclusiva della proroga dell’Opzione Donna. Tuttavia se si arrivasse al 2023 (ultimo anno nel quale avrebbe senso) proprio in virtù del fatto che è opzionale e poi si chiudesse in maniera tombale, sarebbe davvero un gran bel passo in avanti anche per eliminare lo stillicidio angosciante del “di anno in anno” e, perché no, “recuperare” un po’ il poco interesse e la conseguente delusione, dimostrata lo scorso anno, rispetto ai problemi delle lavoratrici».

L’apprezzamento da parte della Armiliato, in rappresentanza del CODS, va all’attenzione rivolta al riconoscimento ai fini previdenziali del lavoro di cura, a favore del quale il Comitato si sta da lungo tempo battendo, e del quale, però, chiede l’estensione a tutte le lavoratrici indistintamente: «Rileviamo, altresì e ne siamo lietissime, l’attenzione che state ponendo al riconoscimento del “lavoro di cura”, che è uno degli obiettivi che ci siamo poste da sempre nel nostro Comitato anche se, rivolgersi solo alle lavoratrici che sono anche madri, ci sembra iniquo e discriminante. Siamo certe che accoglierà queste nostre costruttive critiche».