Riforma delle pensioni 2018. Ultime novità sull’età pensionabile, flessibilità in uscita e valorizzazione dei lavori di cura

L’attesa per la formazione del nuovo governo si protrae e si allungano i tempi per le auspicate riforme sul lavoro e le pensioni. “Sono invece preoccupata per i tempi troppo lunghi nella preparazione del nuovo governo”, ha affermato Annamaria Furlan, segretario della Cisl, nel corso di evento sindacale a Riccione.

Il Paese ha iniziato la sua crescita anche se ancora insufficiente ma ha bisogno di una guida, di un esecutivo che porti avanti gli elementi strutturali della crescita, quindi di investimenti in infrastrutture, in innovazione, in ricerca. Ecco perché ci auguriamo che presto il paese possa avere un governo che possa stanziare investimenti sulle questioni strutturali della crescita e dello sviluppo”, ha sottolineato.

Furlan ha illustrato gli obiettivi del sindacato nella nuova legislatura: “Per noi quello che è importante è che ci sia un governo che metta al centro il tema dello sviluppo, dell’occupazione, della qualità della vita degli uomini e delle donne del lavoro. Spero vivamente che non si vada a nuove elezioni, non credo, infatti, che in questa fase così delicata serva agli italiani, anzi: ai cittadini servono risposte certe innanzitutto a partire dal lavoro”.

Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, da Salerno ha ribadito la posizione dell’Organizzazione sulla questione fiscale: “Il Paese non uscirà dalla crisi  sino a quando i lavoratori, i pensionati e i giovani non saranno messi nella condizione di recuperare il loro potere d’acquisto. Questo obiettivo si raggiunge in due modi: da un lato, rinnovando i contratti, e lo stiamo facendo, e dall’altro realizzando una riforma fiscale, rivendicazione che avanzeremo subito al prossimo Governo. Abbiamo i salari e le pensioni tra i più bassi d’Europa e la tassazione su lavoratori e pensionati tra le più alte. Ecco perché Cgil, Cisl, Uil”, ha ribadito Barbagallo, “chiederanno una riforma fiscale che punti a modificare questo stato di cose”.

Per quanto riguarda la riforma delle pensioni in senso stretto, il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, ha osservato che il dato contenuto nelle note Inps riferite alle pensioni liquidate nel 2017 sull’età media di accesso alla pensione, pari a 63,5 anni, “dimostra come il sistema italiano viaggi velocemente sopra la media dei paesi dell’Unione Europea”. In considerazione del fatto che nel 2019 saranno necessari 67 anni per accedere alla pensione di vecchiaia, rimane attuale “l‘esigenza di continuare ad introdurre una flessibilità’ intorno a 63 anni per i lavoratori“, ha aggiunto il leader sindacale. Secondo Proietti:”Questo è l’obiettivo che deve perseguire il nuovo Governo al fine di continuare a cambiare la legge Fornero e contribuire a favorire il turnover nel mercato del lavoro con riflessi positivi per le giovani generazioni”.

Riforma delle pensioni 2018: il punto di vista del CODS.

La riforma delle pensioni 2018, per Cgil, Cisl e Uil, deve proseguire avendo come punto di riferimento il verbale siglato nel settembre 2016 il Governo Renzi. Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, in un post pubblicato nella pagina del Comitato Opzione Donna Social, ha affermato: “Vorrei precisare che l’auspicato confronto con il prossimo Governo dovrebbe partire dall’insieme della Piattaforma sindacale in quanto il verbale sottoscritto nel settembre 2016 trattava solo alcuni argomenti e traguardava il termine della precedente legislatura. Ad esempio, i temi dei 41 anni e della flessibilità in uscita per tutti devono tornare fra le cose da discutere”. “Ora, al netto delle cose già realizzate, va ripresa la piattaforma iniziale e su i suoi contenuti dobbiamo chiedere il confronto al futuro Governo”, ha aggiunto.

In riferimento alla riforma delle pensioni 2018, Orietta Armiliato, amministratrice del Comitato Opzione donna social ha affermato: “Dopo incontri, discussioni e manifestazioni di piazza, alcune delle questioni incluse e condivise, sono state superate parzialmente e/o totalmente con il varo delle legge di bilancio 2018, restano tuttavia aperti capitoli importanti. Da qui, si deve riprendere il cammino ed il CODS, che a partire da quella data lo ha sostenuto e ne ha mantenuto e ne mantiene il focus, non può che apprezzare ed accogliere con soddisfazione il rinnovato impegno delle Organizzazioni Sindacali enunciato chiaramente dai rispettivi Segretari Confederali, a voler riprendere le fila partendo proprio da questo fondamentale documento, appena saranno ricostituite le commissioni parlamentari”.

Tra gli obiettivi da inserire nell’agenda del nuovo governo, per Armiliato, non può mancare la valorizzazione dei lavori di cura: “Vogliamo far emergere con convinzione il lavoro occulto svolto dalle donne ottime sostitute delle carenze del sistema ma che non sono, per questo oneroso impegno, in nessun modo “remunerate”. Il lavoro di cura deve essere tangibilmente riconosciuto e valorizzato”, ha sottolineato. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni..