Riforma delle pensioni 2018: proposte per il nuovo governo

Riforma pensioni: le proposte di Brambilla sul contributo di solidarietà e le reazioni di vari esponenti

I dati forniti dall’Osservatorio Inps sulle pensioni erogate nel 2017 hanno spinto l’Anp Cia Toscana ad una riflessione sulla riforma delle pensioni 2018. “I partiti sono al lavoro per trovare l’intesa sul programma del nuovo governo? Ecco un argomento concreto: aumentare le pensioni basse, quelle sotto i mille euro che riguardano quasi il 71 per cento (per le donne oltre l’86 per cento) delle pensioni erogate dall’Inps, cioè 12,8 milioni di assegni”, ha affermato Associazione pensionati della Cia Toscana. Siamo di fronte ad un crescente “disagio sociale rappresentato dal numero enorme di pensionati con prestazioni insufficienti a garantire una vita sociale dignitosa, soprattutto dopo anni di crisi che ha prodotto un aumento ulteriore della povertà. In particolare per i tanti pensionati e anziani residenti nelle aree rurali e montane che hanno visto ridurre servivi di ogni genere”

“Sono le diseguaglianze sociali la vera emergenza del paese in questo momento”, ha proseguito l’Anp Cia Toscana, “e il paradosso che stiamo vivendo è quello che la ricchezza prodotta dalla ripresa economica in corso, sebbene di modesta entità, non produca benefici ai soggetti sociali meno abbienti perché manca un sistema di corretta ripartizione delle risorse, così che i benefici se ne andranno altrove”.

Riforma delle pensioni e sostenibilità del sistema previdenziale: l’analisi dell’Anp Cia Toscana.

Per l’Anp Cia Toscana, nell’esame dei dati emanati dall’Inps “emerge ancora come sia necessario separare i conti derivanti dalla gestione previdenziale da quelli dell’assistenza in quanto è un costo che dovrebbe fare carico alla fiscalità generale, così come non viene citata la cifra (oltre 49 miliardi di euro) delle tasse pagate sulle pensioni (le più tassate d’Europa) che ritornano nelle casse dello stato”.

“Il sistema previdenziale italiano è sostanzialmente in equilibrio”, ha affermato ancora Anp, “e sono più che legittime le rivendicazioni fatte anche di recente. Le pensioni minime almeno a 650 euro, stabilizzare la quattordicesima, ridurre ancora le tasse sulle pensioni, favorire l’uscita dal lavoro per i lavori usuranti e di fatica, primo fra tutti gli agricoltori. Sarebbe una buona base programmatica per il nuovo governo. Un modo per verificare il rapporto fra le promesse elettorali e la coerenza dei comportamenti”, ha concluso. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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