Riforma pensioni: fiducia alla Camera per il Governo Conte, nessuna rassicurazione su Quota 100

Riforma pensioni: fiducia alla Camera per il Governo Conte, nessuna rassicurazione su Quota 100

Dopo una seduta piuttosto animata, ieri la Camera, con 343 pareri favorevoli e 263 contrari, ha votato la fiducia al governo Conte bis approvando la mozione di maggioranza. Oggi, martedì 10 settembre 2019,  il Senato è convocato alle 10 per la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri. La replica del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è prevista alle 15,30, mentre le votazioni avranno inizio alle 17.

Nel corso della seduta della Camera Conte ha illustrato le linee programmatiche del nuovo Governo.
“Il discorso programmatico del Presidente del Consiglio Conte contiene indubbiamente degli elementi positivi che rispecchiano  la volontà di aprire una stagione di riforme economiche e sociali per le quali sarà ancor più indispensabile aprire subito,  in vista della legge di bilancio, un confronto vero e costruttivo, ed un dialogo costante con il sindacato e le altri le parti sociali”, ha dichiarato il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan in una intervista a Radio Uno.

Nessun riferimento alla riforma delle pensioni

Chi attendeva di aver qualche rassicurazione sul futuro delle pensioni con Quota 100 o qualche informazione sulla riforma delle pensioni che intende portare avanti il Governo Conte bis, è rimasto deluso dopo aver ascoltato il  discorso programmatico del Presidente del Consiglio, in quanto non è stato toccato il tema della previdenza. “E’ importante che si sia messo al centro dell’azione del governo il tema della crescita, della riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori ed i pensionati, della tutela della famiglia, della parità salariale tra uomini e donne, della formazione delle competenze, rilanciando il rapporto con l’Europa per sostenere gli investimenti a partire da quelli legati alle infrastrutture, all’innovazione tecnologica, alla sostenibilità  ambientale e sociale”, ha osservato Furlan, sottolineando, però, che “nulla si è detto sulle pensioni dei giovani  e soprattutto sui rinnovi contrattuali pubblici e privati, sui quali l’azione del Governo è oggi essenziale per una crescita salariale della produttività”.

“Un discorso programmatico ampio e ambizioso. Molti titoli, che andranno approfonditi. Dalle parole del presidente del Consiglio si coglie però la volontà di rispondere ai bisogni dei cittadini italiani. Un richiamo doveroso al linguaggio della politica che speriamo archivi una volta per tutte la stagione dell’odio e alla necessità di un confronto di merito con il sindacato”, ha commentato il segretario generale Spi Cgil Ivan Pedretti. “Sarà nostro compito ricordare a questo governo che nel nostro paese ci sono 16 milioni di pensionati, la maggior parte dei quali hanno redditi molto bassi e che meritano attenzione e risposte”, ha aggiunto il leader sindacale.

“Riduzione delle tasse e lavoro sono i due capitoli del discorso del Premier Conte in sintonia con le nostre rivendicazioni: questo va sottolineato positivamente. Siamo, invece, decisamente preoccupati per le lacune in materia di previdenza e di rinnovi contrattuali. Non vorremmo che si commettessero errori del passato: i pensionati non sono il bancomat del Paese e le loro pensioni vanno rivalutate; i contratti dei lavoratori dipendenti devono essere rinnovati presto e bene. Noi chiediamo di essere convocati prima di procedere alla stesura della legge finanziaria“, ha precisato Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil.

Le pensioni e Quota 100 nella discussione alla Camera

Se il presidente del Consiglio non ha toccato il tema della riforma delle pensioni nel suo discorso programmatico, il tema della previdenza è stato affrontato nella discussione sulle comunicazioni del Governo. Ettore Guglielmo Epifani deputato di Leu si è mostrato critico nei confronti di Quota 100:” Io ho sempre criticato Quota 100 perché non partiva dai bisogni fondamentali che ha il sistema previdenziale italiano. Che non riguarda quelli che hanno storie contributive piene, e Quota 100  risolve solo questo problema: sono coloro che non hanno storie contributive piene perché hanno fatto lavori disagiati, discontinui, ed è loro che bisogna tutelare innanzitutto“, ha dichiarato in Aula. “E in secondo luogo pensare al futuro, alla previdenza dei giovani di oggi che diventeranno pensionati fra quarant’anni. Se non operiamo con strumenti nuovi, la discontinuità e la precarietà del lavoro condannano una generazione nel futuro a non avere previdenza”, ha sottolineato Epifani.

L’ex sottosegretario al Ministero del lavoro Claudio Durigon ha difeso la misura per le pensioni anticipate voluta fortemente dalla Lega. Il Governo uscente “aveva dimostrato di saper fare gli interessi degli italiani, con provvedimenti che hanno fatto giustizia alle pseudo riforme del passato. Tra questi, vorrei sottolineare con orgoglio Quota 100 che ho avuto la responsabilità e l’onore di seguire in prima persona, unico strumento che ha permesso di ottenere risultati importanti sul fronte sociale e su quello occupazionale: in una congiuntura difficile, con crescita zero”, ha dichiarato il deputato leghista, aggiungendo:”Quota 100 ha permesso di ridurre il livello di disoccupazione, specialmente quella giovanile. L’ultima rilevazione ci dice che, ad oggi, è al 28,9 per cento, con una diminuzione di quasi 3 punti percentuali su base annua. Risultati concreti, ai quali si sommeranno gli effetti positivi dello sblocco del turnover della pubblica amministrazione, che avverrà il prossimo anno”.

“Ricorderete tutti chi osteggiava Quota 100, era proprio quell’Europa che ha minacciato più volte di sanzionare l’Italia, senza mai capire che stava dando uno strumento ai lavoratori, che discrezionalmente potevano decidere di aderire. Questo si chiama restituire un diritto ai lavoratori, a centinaia di migliaia di donne e uomini, un diritto frutto di decenni di impegno e sacrifici, quel diritto che voi state mettendo in secondo piano”, ha puntualizzato Durigon.

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