Riforma pensioni: le ultime dichiarazioni di Furlan (Cisl)

Rivalutazione delle pensioni. Furlan

La Cisl ha partecipato alla manifestazione organizzata dai sindacati  Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil sabato scorso al Circo Massimo a Roma. “Oggi è un’altra piazza bellissima con i nostri pensionati della Cisl, della Cgil e della Uil a dire a tutto il mondo, ci siamo, non siamo invisibili, siamo cittadini italiani, abbiamo costruito il paese e vogliamo fare una grande alleanza per il lavoro innanzitutto con i giovani”, ha dichiarato il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan.

“I nostri anziani e le nostre anziane hanno le pensioni bloccate da troppo, troppo tempo e molto spesso aiutano con la loro pensione anche i figli ed i nipoti. La dignità della persona si rispetta anche in questo modo, quindi che il Governo sblocchi le pensioni degli anziani, glielo deve, glielo dobbiamo tutti. Il Governo inoltre faccia una legge per la non-autosufficienza, perché ci sono tanti non autosufficienti nelle nostre famiglie, anziani ma anche giovani e anche loro devono avere una risposta dignitosa”.

“Occorre una legge nazionale sulla non autosufficienza”

“Nel nostro paese ci sono 3 milioni di persone non autosufficienti, la maggior parte delle quali sono anziani. E’ una emergenza nazionale di cui nessuno parla. Un peso insostenibile per milioni di famiglie che se ne fanno carico da sole e che rischiano per questo di finire in povertà. Finora la risposta delle istituzioni è stata inadeguata, frammentata nelle risorse, negli interventi e nelle responsabilità tra enti diversi. Occorre una legge nazionale sulla non autosufficienza, con risorse adeguate, criteri uniformi per la valutazione dei bisogni, l’integrazione tra politiche sociali e sanitarie. Gli anziani di oggi e di domani sono una risorsa e non un peso”, ha precisato il leader della Cisl su “L’Avvenire”.

La rivalutazione delle pensioni:”Un fatto inaccettabile che deve essere corretto

Furlan ha proseguito:” I pensionati sono persone che hanno dato tanto al nostro paese in termini di lavoro, professionalità’, innovazione, cultura, ma anche di sacrifici e di assistenza per i nostri figli ed i nostri nipoti”. “Sono stati definiti dalla politica gli “avari di Moliere” per la loro richiesta giusta, sacrosanta, di ripristinare un sistema di rivalutazione più equo delle pensioni. Ben altro rispetto all’elemosina di 40 centesimi in più al mese ed ai sette euro lordi all’anno che il Governo Conte due ha stanziato in questa Legge di bilancio. Un fatto inaccettabile che deve essere corretto“, ha puntualizzato il leader sindacale.

 

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