Riforma pensioni, le ultime novità ad oggi 1 settembre 2018

Riforma pensioni, le ultime novità ad oggi 1 settembre 2018

Il presidente del centro studi Itinerari previdenziali, Alberto Brambilla in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera ha spiegato che la proposta di legge presentata alla Camera sul taglio delle pensioni d’oro è diversa da quanto previsto dal contratto di governo e che la «pensione di cittadinanza» di 780 euro sarebbe disastrosa per il Paese, in quanto costerebbe più di 16 miliardi e rischia di «scassare il sistema previdenziale».

Pensioni, le dichiarazioni di Alberto Brambilla sulla proposta di legge sul taglio delle pensioni d’oro.

Alberto Brambilla, nella sua intervista al Corriere della Sera ha spiegato il motivo per cui ha criticato la proposta di legge sul taglio delle pensioni d’oro, tanto cara al M5S.

«Perché non prevede, come era stato annunciato, un ricalcolo col metodo contributivo per ridurre le pensioni d’oro in rapporto ai contributi versati. Si tratta invece di un taglio in rapporto a età di pensionamento fittizie applicate ex post. Per esempio: uno è andato in pensione legittimamente a 58 anni, ma la proposta dice che in base a una tabella non si sa costruita come, doveva andarci a 63 anni e quindi l’assegno viene tagliato. Un’operazione senza senso. Il taglio può arrivare a superare il 20%» ha dichiarato il presidente del centro studi Itinerari previdenziali .

«Intanto il contratto di governo – ha aggiunto Brambilla – prevede che il taglio debba scattare sopra i 5 mila netti e in base al ricalcolo col contributivo. Qui invece c’è un taglio arbitrario su pensioni che, considerando anche le addizionali regionali e comunali dell’Irpef, superano i 3.850 euro netti».

«Colpire le pensioni oltre 5 mila euro netti significa intervenire su 40-50 mila persone su un totale di 16 milioni di pensionati, ricavando forse 30-40 milioni di euro l’anno. Se proprio si vuole fare qualcosa non resta che ripercorrere la strada del contributo di solidarietà rispettando i paletti fissati dalle sentenze della Corte Costituzionale. Ma la misura più importante che la Lega avanza sulle pensioni non è questa, bensì l’intervento sulla Fornero attraverso “quota 100”, la possibilità di andare in pensione a 64 anni d’età e 36 di contributi» ha precisato l’esperto previdenziale.

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