Riforma pensioni: nuovo incontro Governo sindacati

Nuovo incontro tra Governo  e sindacati. Fonti sindacali riferiscono che il Premier Giuseppe Conte ha convocato i segretari generali di Cgil Cisl e Uil , rispettivamente Maurizio Landini, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo, per un nuovo vertice che si terrà lunedì prossimo, 7 ottobre, a mezzogiorno a Palazzo Chigi. Al centro della discussione ci saranno i contenuti della Legge di Bilancio 2020. La riunione partirà dagli interventi contenuti nella Nota di aggiornamento al Def. I sindacati sottoporranno all’Esecutivo le proposte contenute nella piattaforma sindacale unitaria.

Mi aspetto una migliore e netta riduzione delle tasse sul lavoro dipendente e sui pensionati, aumentando le risorse destinate a questo obiettivo”, ha precisato Landini a margine della Festa di LiberEtà, il mensile dello Spi Cgil. “È necessario  un segnale forte e chiaro, cioè visibile, perché aumentare il netto in busta paga per i lavoratori e i pensionati vuol dire ridare fiducia e rialimentare i consumi e fare ripartire l’economia”, ha aggiunto il leader della Cgil. Per Landini, inoltre:” Va fatta anche una rimodulazione della tassazione perché, per esempio, non ha senso che la percentuale di tassazione sui profitti delle imprese sia più bassa delle tasse che pagano i lavoratori sul lavoro, queste contraddizioni vanno assolutamente risanate”.

Sulla stessa linea di pensiero Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, il quale ha dichiarato:”Il sacrosanto taglio delle tasse ai lavoratori dipendenti deve essere corposo e significativo. Per questo la Uil, in vista del prossimo incontro a Palazzo Chigi, chiede al Governo di stanziare risorse maggiori rispetto a quelle previste dal Nadef”. Proietti ha specificato che “il taglio delle imposte deve riguardare anche i pensionati che hanno la tassazione più alta d’Europa e da 8 anni subiscono il blocco della rivalutazione delle pensioni“.

“Al Presidente Conte, lunedì prossimo, chiederemo una svolta sulle tante questioni che compongono il traguardo dello sviluppo, della buona occupazione, dell’integrazione sociale. Obiettivi che nella Nadef non ci sembrano trattati con sufficiente efficacia e intensità”, ha dichiarato Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della Cisl, intervenuto  ad un convegno organizzato da Fp e Fnp Cisl.

Riforma delle pensioni: le richieste dei sindacati

Nel corso del vertice tra Governo e sindacati si toccherà anche il tema della riforma delle pensioni. “Il problema è riaprire una discussione vera sulla revisione della Fornero e Quota 100 non ha modificato la Fornero. Quello che chiediamo è una pensione di garanzia per i giovani, il riconoscimento della differenza di genere e quindi un trattamento migliore per le donne e poi bisogna finalmente il riconoscimento del fatto centrale che i lavori non sono tutti uguali e che quindi occorre introdurre una flessibilità in uscita che permetta alle persone di decidere quando andare e, soprattutto, che i lavori più pesanti siano finalmente riconosciuti come tali”, ha dichiarato Landini.

Riforma delle pensioni e Legge di Bilancio: il punto di Nannicini

Tommaso Nannicini, senatore del Partito Democratico, membro della Commissione lavoro al Senato e professore ordinario di Economia Politica all’Università Bocconi, in un’intervista a “Il Messaggero”, ha dichiarato di non condividere completamente il profilo della Legge di Bilancio 2020 tracciato dalla Nadef. “Manca ancora, e spero che si usino le prossime settimane per trovarla, una visione chiara e forte delle priorità che servono per rilanciare un Paese che non cresce da vent’anni. È giusto preoccuparsi del deficit finanziario, ma quello che mi preoccupa di più è il deficit di coraggio. C’è bisogno di una politica ambiziosa. Che non è la politica degli struzzi, ma quella delle giraffe” che “hanno lo sguardo lungo sul futuro, sono animali che si elevano con le zampe ben salde per terra. Purtroppo in giro si vedono più struzzi che giraffe su tasse, natalità, pensioni, ambiente”, ha puntualizzato Nannicini.

A proposito di riforma delle pensioni e Quota 100, l’esponente del Pd ritiene che Quota 100 sia “un altro esempio lampante della politica da struzzi e non da giraffe”. “Si dice: “lasciamola, ormai è stata fatta e dura tre anni”. Ma ribatto: costa tanto ed è una misura iniqua. Avvantaggia solo i lavoratori con carriere contributive solide, soprattutto uomini, e nel 2021 creerà uno “scalone” di ben 5 anni”, ha osservato Nannicini.

“Chi farà la legge di bilancio del 2021, dovrà gestire gli “esodati” di Quota 100: chi è nato a dicembre andrà in pensione a 62 anni, chi è nato a gennaio a 67 anni. Una follia. Facciamo subito un’uscita morbida da quella misura e creiamo strumenti forti e strutturali di anticipo pensionistico per disoccupati, lavori gravosi, persone con disabilità. Con le risorse che si risparmiano in questo modo investiamo sul futuro: un assegno unico per le famiglie con figli e asili. Serve “Quota nido” altro che “Quota 100”. Francia e Italia vent’anni fa avevano lo stesso andamento demografico, ora i francesi fanno figli, gli italiani non più. E questo rende insostenibile anche il sistema previdenziale”, ha puntualizzato il senatore.