Riforma pensioni: quali saranno le novità che porterà la Legge di Bilancio 2020?

Riforma delle pensioni, oggi 12 maggio 2018. Ultime novità su flessibilità in uscita e leggeFornero

Sono in molti ad attendere la Legge di Bilancio 2020 per vedere realizzati nuovi interventi in tema di pensioni e lavoro. Se il Governo sembra intenzionato a portare avanti la sperimentazione delle pensioni anticipate in regime di Quota 100, i sindacati premono affinché si predisponga una riforma organica che superi la legge Fornero.”La revisione legge Fornero va fatta e non ci dicano la balla che con Quota 100 è già fatto”, ha precisato Maurizio Landini alle Giornate del Lavoro in svolgimento a Lecce.

“Il punto fondamentale è che Quota 100 è una risposta sbagliata a un problema vero. In termini di flessibilità, avevamo bisogno di una riforma organica che superasse la legge Fornero. Il grande errore del governo giallo-verde è che ha messo a punto una misura che non riguarda chi effettivamente aveva bisogno di uscire dal mondo del lavoro”, ha spiegato Enzo Cigna, responsabile previdenza pubblica Cgil nazionale, intervistato da RadioArticolo1. La professoressa Elsa Fornero ritiene che Quota 100 sia “costosa, iniqua” e che “non incoraggi l’occupazione” e “non aiuti le categorie deboli”.

Legge di Bilancio 2020 e Quota 100: l’analisi di Elsa Fornero

L’ex ministro del lavoro Elsa Fornero su “Il Foglio” ha affermato: “Abolire Quota 100 è il primo passo per una manovra di svolta“, dovendosi trattare di una Legge di Bilancio che “fissa chiaramente le priorità, evitando la dispersione degli interventi” e considerato che “la necessità di priorità nasce dai vincoli di risorse (non ce ne sono per tutto/tutti, né si può indefinitamente ricorrere al debito, come forse a certi politici non dispiacerebbe) e dai vincoli di tempo”.

Secondo la professoressa:”Una buona legge di Bilancio evita, in ogni caso, di destinare le poche risorse “libere” a spese correnti di scarso o nullo impatto sui consumi e sulla crescita. Al netto degli interessi sul debito, la spesa pensionistica rappresenta circa la metà delle spese correnti, una caratteristica fondamentale del nostro welfare, tradizionalmente incentrato sulla previdenza come principale ammortizzatore sociale (il che non sorprende dato il peso preponderante degli anziani nella società e la loro maggiore propensione al voto)”.

L’insuccesso di Quota 100 ed il futuro della previdenza 

L’economista Giuliano Cazzola su firstonline ha svolto  alcune considerazioni sulla pensioni anticipate in regime di Quota 100. Per Cazzola l’insuccesso della misura è dovuto anche alla “maggiore convenienza ad utilizzare il canale solo contributivo, anche perché, in gran parte, i pensionandi baby boomers potevano conseguire il diritto ad un’età inferiore ai 62 anni canonici previsti da quota 100″.

L’esperto di previdenza si è interrogato sui possibili scenari che potrebbero delinearsi dopo il termine della sperimentazione di Quota 100:”Se è vero che quota 100 ha una durata triennale, i requisiti per il pensionamento anticipato previsti dalla riforma Fornero resteranno bloccati (42 anni e 10 mesi per gli uomini un anno in meno per le donne) rispetto all’adeguamento automatico all’attesa di vita, fino a tutto il 2026. Anche questa norma – che rappresenta un ‘importante uscita di sicurezza per i baby boomers (i quali sono in grado di accumulare un’anzianità lavorativa elevata ad un’età inferiore a quella standard – sarà riconfermata senza modifiche e fino al 2026?”

“Non è rischioso per i conti pubblici? Se le considerazioni della Ragioneria sono fondate, sarà questo istituto a determinare una più duratura e consistente crescita della spesa. Poi, finita la sperimentazione e rientrato il blocco che cosa sarà del sistema pensionistico? Quota 100 e le altre misure somigliano ad un ponte lanciato verso il vuoto (come lo spezzone del Ponte Morandi dopo il crollo). Quando le norme derogatorie verranno a scadenza, ritorneranno in vigore quelle della riforma Fornero? Questo per ora è tutto quanto passa il convento. In pratica un ritorno al futuro”, ha osservato l’economista.

Risparmi di Quota 100 per asili nido gratis

Il presidente del gruppo Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini, ha lanciato la proposta di utilizzare i risparmi che, secondo gli studi, dovrebbero derivare dalla risorse stanziate per le pensioni Quota 100, per incrementare il numero degli  asili nido gratis. “Il piano ‘nidi gratis’ annunciato da Conte con una certa disinvoltura – come se negli ultimi 14 mesi non ci fosse stato lui a Palazzo Chigi – dovrà’ fare i conti con la realtà. I numeri parlano chiaro: solo un bimbo su 4 frequenta un asilo nido e appena uno su 10 ha trovato posto in una struttura pubblica”, ha dichiarato Gelmini in una nota.

“Per invertire la rotta servono risorse e l’idea lanciata da Alessandro Rosina, demografo dell’Università Cattolica, di utilizzare i risparmi di Quota 100 per aumentare l’offerta di nidi, è una buona strada da percorrere. Adesso attendiamo il governo alla prova dei fatti e la prima occasione utile per intervenire concretamente sarà la prossima legge di bilancio”, ha affermato.

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