Riforma pensioni: Quota 100, Opzione donna ed Ape sociale. Le ultime novità da Durigon

Riforma pensioni, ipotesi di flessibilità in uscita: Quota 100 non strutturale e Ape Social rafforzata

Il sottosegretario al Ministero del lavoro, Claudio Durigon, è tornato a parlare di Quota 100 e del Reddito di cittadinanza in un’intervista rilasciata ieri a “Stasera Italia”. Il sottosegretario ha precisato che la misura per le pensioni di cittadinanza sarà introdotta mediante lo stesso decreto che servirà per istituire Quota 100 ed il Reddito di cittadinanza e che le pensioni di cittadinanza partiranno a aprile. Durigon ha confermato all’interno dello stesso decreto la presenza dell’intervento che bloccherà l’adeguamento all’aspettativa di vita. 

Secondo l’esponente della Lega, “il Reddito di cittadinanza e Quota 100 saranno un grande lavoro per l’Inps”. “Stiamo studiando con l’Inps come intervenire nel miglior modo possibile per dare risposte a tutti e smaltire  velocemente le domande che arriveranno”, ha puntualizzato. Durigon non ha fornito molti dettagli, invece, sulla proroga di Opzione donna e dell’Ape sociale. “Opzione donna e l’Ape social verranno ripristinate con nuove norme ad hoc per essere attive“, ha affermato, in maniera piuttosto sintetica.

Le dichiarazioni di Durigon sul decreto”pensioni”

Il sottosegretario ha raccontato all’Agi le novità in tema di pensioni e lavoro che verranno introdotte con l’atteso decreto legge. Innanzitutto ha chiarito le tempistiche: il decreto dovrebbe essere emanato la prossima settimana. Il provvedimento conterrà anche la proroga dell’Ape sociale e di Opzione donna con la data retroattiva al 1° gennaio 2019.

Per quanto riguarda l’adeguamento dell’età all’aspettativa di vita,  quest’ultima verrà bloccata a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Durigon ha precisato, inoltre, che per i dipendenti del pubblico impiego la prima decorrenza utile per andare in pensione con Quota 100 sarà a luglio.

La risposta alla Cgil

In riferimento alle critiche che sono state mosse dalla Cgil a Quota 100, ritenuta una “misura previdenziale temporanea”, Durigon ha dichiarato: “Con il decreto diamo la possibilità a 350 mila persone di andare in pensione quest’anno e a 800 mila nel triennio: dai sindacati mi aspetto una posizione ben diversa. Diamo una prima picconata alla legge Fornero ma la Cgil sa per certo che cancellarla totalmente avrebbe avuto un costo troppo elevato. Con i governi precedenti i sindacati hanno fatto l’accordo per l’Ape social che costa 1,8 miliardi; noi mettiamo sul piatto 21 miliardi”.

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