Riforma pensioni, Quota 100, TFS e nona salvaguardia

Riforma pensioni, ipotesi di flessibilità in uscita: Quota 100 non strutturale e Ape Social rafforzata

Il sottosegretario al Ministero del lavoro, Claudio Durigon è tornato a parlare di pensioni e Quota 100 nel corso della trasmissione DiMartedì, andata in onda ieri sera. “Quota 100  rispecchia purtroppo la grave crisi che aveva creato la famosa legge Fornero, con un bacino così ampio che non potevamo svuotarlo tutto quanto insieme. Oggi finalmente 350mila persone potranno andare in pensione quest’anno, 800mila in tre anni”, ha dichiarato, nel descrivere la nuova misura sperimentale per le pensioni anticipate.

Durigon ha smentito che Quota 100 contenga una clausola di salvaguardia che farebbe terminare anticipatamente lo strumento previdenziale in caso di esaurimento delle risorse, come affermato da Alessandra Moretti, consigliere regionale in Veneto del Partito Democratico. “Le varie coperture ci sono per tutti”, ha assicurato l’esponente della Lega. “Sono stati messi a disposizione circa 22 miliardi di euro”, ha chiarito.

I tempi di approvazione del decreto “pensioni”

Interrogato sulle tempistiche necessarie per l’approvazione del decreto legge che contiene la misura di Quota 100, Il Reddito di Cittadinanza ed altri interventi di carattere previdenziale, Durigon ha dichiarato: “Siamo in procinto di farlo in questa settimana, ma è una possibilità, stiamo ancora valutando”.

Dipendenti pubblici e Quota 100  

A proposito dei dipendenti pubblici che decidessero di andare in pensione con Quota 100, il sottosegretario ha dichiarato: “Stiamo cercando di fare una grande iniezione, svuotando il bacino di persone che vogliono andare in pensione. A fronte di questo cercheremo una soluzione che non costerà niente a chi andrà in pensione”.

“Il pensionato che andrà in pensione, non pagherà nessun interesse del TFS”, ha sottolineato Durigon. “Gli interessi non verranno pagati dal pensionato, ma dallo Stato”, ha ribadito. “Non prendiamo niente dalle tasche dei pensionati o dei pensionandi”, ha aggiunto. Secondo quanto affermato dal leghista, la copertura di tale operazione sul TFS sarebbe contenuta nel decreto legge contenente il pacchetto pensioni, che verrà approvato a breve dal Consiglio dei Ministri.

Il punto di Mauro D’Achille 

Nel commentare le dichiarazioni di Durigon a proposito della volontà di sbloccare il turnover nella pubblica amministrazione mediante i pensionamenti con Quota 100, Mauro D’Achille, amministratore del gruppo “Lavoro e Pensioni: Problemi e soluzioni”, ha puntualizzato: “Difficile essere d’accordo con questa affermazione, alla luce dell’esatto contrario stabilito in legge finanziaria, dove si sono bloccate le assunzioni almeno fino a novembre”.

Non ci saranno tagli agli assegni pensionistici

Il sottosegretario ha precisato che con Quota 100 non verrà applicata alcuna decurtazione dell’assegno, in quanto “un lavoratore può scegliere se andare in pensione e prendere i soldi in base a quello che ha versato”.

Durigon ha chiarito, inoltre, che Quota 100 trova la sua completa copertura nel Fondo inserito nella Legge di Bilancio 2019. La mancata perequazione delle pensioni di importo superiore ai 1.500 euro sarebbe frutto dell’accordo raggiunto nel corso della trattativa con l’Ue per evitare la procedura d’infrazione, non un espediente per finanziare il nuovo strumento pensionistico.

Il silenzio del Governo sulla questione esodati

Nel ricordare che il 10 gennaio 2019 è stato indetto un presidio a Roma, davanti al Ministero dello sviluppo economico a sostegno della predisposizione della nona salvaguardia degli esodati rimasti esclusi dai precedenti interventi, Elide Alboni, amministratrice del Comitato “Esodati Licenziati e Cessati”, ha sottolineato: “Il dramma degli esodati è stato causato da un errore dello Stato. Vi ponga giusto rimedio”.

Informazioni sull'autore