Roma: carabiniere ucciso con otto coltellate. Ecco la ricostruzione dei fatti

Questa notte, poco dopo le tre, un carabiniere è stato vittima di una brutale aggressione da parte di due rapinatori durante un’operazione di controllo nel pieno centro di Roma, nel quartiere Prati. Purtroppo i danni provocati dalle otto coltellate inferte non hanno lasciato scampo al militare, spirato poco dopo all’ospedale Santo Spirito dopo un tentativo di rianimazione. Mario Cerciello Rega, il carabiniere 35enne originario di Somma Vesuviana, era intervenuto in seguito a una denuncia per sventare un reato di furto ed estorsione, il cosiddetto “cavallo di ritorno”, come è chiamato nel gergo malavitoso. Poche ore dopo sono stati fermati due uomini, per ora soltanto sospettati per l’omicidio e attualmente sottoposti a interrogatorio.

Morire per un “cavallo di ritorno”.

Come sempre, gli elementi più strazianti si trovano tra le pieghe della biografia delle vittime di simili tragedie. Il vice brigadiere Mario Cerciello Rega aveva da pochi giorni compiuto 35 anni e si era sposato poco più di un mese fa. Il suo era un intervento di ordinanza: una donna aveva riferito al comando dei carabinieri di aver subito il furto della borsa; alla chiamata effettuata per localizzare il proprio cellulare avevano risposto proprio i rapinatori, chiedendole un riscatto di 100 euro per la restituzione del maltolto. È quello che nel gergo della malavita si chiama il “cavallo di ritorno”, una pratica estorsiva assai diffusa. All’appuntamento si sono però presentati due carabinieri in borghese; vistosi scoperto, uno dei due rapinatori avrebbe estratto il coltello pugnalando a morte il carabiniere.